Migliorare i tempi di accesso all’innovazione, tra farmaci, tecnologie e terapie, e pensare un modello di presa in carico più equo, tempestivo e appropriato per avvicinare la cura ai pazienti. Sono questi i temi su cui si sono confrontate oltre 30 associazioni di pazienti e portatori di interesse nell’incontro “Pazienti in Agorà”, organizzato ieri da Novartis nella sua sede a Milano, con cui l’azienda si schiera al fianco di pazienti e associazioni per re-immaginare l’evoluzione del Servizio Sanitario Nazionale. Il confronto e l’analisi dei bisogni hanno unito diverse aree mediche ad alta complessità, dall’oncologia al cardiovascolare, dall’immunologia alla neurologia. Oltre ai tempi di accesso, sono emerse altre tre aree prioritarie su cui le associazioni hanno assunto un impegno comune su cui agire nel 2026: il superamento delle disomogeneità territoriali, l’evoluzione verso una nuova cultura del dato e l’attrattività del Paese per la ricerca e sviluppo di nuove molecole.

Un impegno collettivo che ha ricevuto il plauso di Emanuele Monti, presidente della commissione Sostenibilità sociale, casa e famiglia del Consiglio regionale della Lombardia e componente del Cda di Aifa. “Sono convinto che l’innovazione in sanità debba partire dall’ascolto e dal coinvolgimento attivo dei pazienti e delle loro associazioni, per realizzare concretamente una cura vicina alle persone- sottolinea Monti- per questo, la definizione di nuovi modelli organizzativi lungo tutto il percorso di presa in carico devono essere guidati da una chiara comprensione delle sfide che i pazienti affrontano ogni giorno. Con questo obiettivo, il lavoro che svolgiamo in Regione Lombardia punta a valorizzare la collaborazione con la comunità clinica e dei pazienti, per affrontare gli ostacoli a un accesso equo e tempestivo alla sanità. Le priorità emerse durante il percorso ‘Pazienti in Agorà’ ci mettono di fronte al dovere di agire, come decisori pubblici e come Paese per il futuro della salute dei cittadini”.
Tra i temi più rilevanti è emerso quello dei tempi di accesso all’innovazione, problema su cui si sofferma Valentino Confalone, amministratore delegato di Novartis Italia. “Oggi l’Italia garantisce l’accesso all’83% dei farmaci approvati a livello europeo, un risultato significativo che testimonia l’impegno del nostro Sistema Salute- ricorda l’Ad- tuttavia, i tempi di approvazione rimangono troppo lunghi, posizionando il Paese all’11esimo posto in Europa per rapidità di accesso. L’incontro ‘Pazienti in Agorà’ ha ribadito la necessità di intervenire per ridurre queste tempistiche e avvicinare l’innovazione ai cittadini. Come azienda, rinnoviamo il nostro impegno a essere ‘Partner per il futuro’, collaborando con le associazioni di pazienti e tutti gli attori del sistema salute affinché queste opportunità si traducano in cambiamenti concreti e sostenibili, capaci di generare un impatto reale sulla salute delle persone”.
Il percorso di appuntamenti “Pazienti in Agorà” fa parte del progetto “Partner per il Futuro”, avviato nel 2023, che si affianca all’impegno di Novartis nella ricerca e nello sviluppo di terapie innovative, con un piano di investimenti in ricerca, ricorda l’azienda, di “oltre 150 milioni di euro entro il 2028” ed esprime la partecipazione di Novartis alle sfide del Paese e la volontà di collaborare al loro superamento. Con “Pazienti in Agorà” la voce delle associazioni si unisce a quella di tutti gli attori del sistema salute, tra cui le istituzioni e la comunità medico-scientifica, per tracciare l’evoluzione verso nuovi modelli sanitari, vicini ai reali bisogni e in grado di garantire, anche in futuro, la piena realizzazione del diritto alla salute delle persone.