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Patologie ambientali

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Un po’ di cultura socio-sanitariaIl concetto di patologia ambientale e rapporti tra ambiente di vita e ambiente di lavoro

di Ernesto Bodini
(giornalista scientifico)

un inceneritorePer patologia ambientale si intende quell’insieme di malanni che possono colpire l’uomo (e l’animale) quando si espone o viene esposto, per breve o lungo tempo, ad inquinanti dell’ambiente di lavoro e/o dell’ambiente di vita. Di questi rischi l’uomo può essere più o meno consapevole: se è informato e si comporta correttamente può prevenire i danni conseguenti, se non lo è si comporta con cinismo e superficialità e va incontro ad una serie di probabili conseguenze per la sua salute.

I rischi e le conseguenti patologie ambientali vengono attribuiti, sia pur limitatamente, a cause lavorative, senza tener conto dell’ambiente di vita, frequentemente inquinato da composti tossici, spesso presenti in ambiente lavorativo. È pur vero che a seguito del progresso tecnologico e delle conoscenze medico-biologiche, per i tre settori produttivi (agricoltura, industria e servizi) sono state elaborate e adottate determinate norme per prevenire e diagnosticare precocemente le patologie occupazionali; ma non è però raro riscontrare che in molti ambienti produttivi, sia in ambito pubblico che privato, vi siano gravi carenze di provvedimenti volti alla prevenzione dei rischi ambientali e professionali.

L’ambiente agricolo è considerato un “mondo a sé” perché chi lavora in campagna non è assoggettato a visite preventive né a quelle di controllo; inoltre, poiché al tempo stesso è imprenditore e prestatore d’opera, se si ammala e deve ricorrere alle cure del medico, continua a lavorare sino al limite della sua resistenza fisica… In questo ambiente bisogna inoltre considerare che un pioppeto, un frutteto o un vigneto sono ambienti di lavoro per il contadino che applica pesticidi; e ambiente di vita “a rischio” è la città, soprattutto in zone dove si concentra una apprezzabile densità di circolazione di mezzi a motore, vere e proprie sorgenti di piombo derivato dall’antidetonante aggiunto alle benzine etilate. Se per i comuni passanti è ambiente di vita, per il vigile urbano, per il benzinaio, per l’addetto alla pavimentazione stradale, per l’addetto alla manutenzione delle piante è ambiente di lavoro; persone veramente a rischio poiché la gravità dell’esposizione ai composti del piombo dipende dalla durata e dalla frequenza dell’esposizione, integrate con la contrazione di questi veleni… Da una inchiesta di alcuni anni fa dell’American Chemical Registry di Washington, risultava che venivano utilizzate dal mercato 14 milioni di sostanze chimiche diverse, la maggior parte delle quali rilasciata nell’ambiente, interferendo inevitabilmente con il nostro ecosistema.

logo con i sette metalli pesantiTossicità dei metalli pesanti
Tra tutte le sostanze inquinanti ci sono i metalli pesanti la cui particolare nocività (anche a basso dosaggio) è dimostrata dalle molteplici fonti della letteratura scientifica. I metalli pesanti penetrano nell’organismo in modo insidioso attraverso cibi, bevande, aria atmosferica, farmaci, vestiario, trasporti, etc. È bene sapere che la gran parte dei metalli pesanti ha un ruolo concausale e non casuale nella manifestazione di molteplici patologie; tra questi lo zinco, il piombo, il rame, il cadmio, il mercurio, il nichel, il cromo, l’alluminio.

ZINCO: se in eccesso sviluppa radicali liberi. È antagonista di rame, ferro e calcio. La carenza di ferro può però causare anemia e diminuita assunzione di ossigeno e carenza di calcio, cui possono derivare patologie a livello del sistema nervoso ed osseo. L’assunzione eccessiva di zinco (attraverso l’acqua potabile e cibi in contenitori zincati) può compromettere il sistema immunitario.

PIOMBO: danneggia i tessuti nervosi ed emopoietici, causando anemia. Passa la barriera placentare e può danneggiare gravemente il feto. Recenti studi clinici hanno dimostrato Quozienti di Intelligenza (Q.I.) inferiori in bambini con elevato tasso di piombo; oltre ad una diminuita acuità visiva. Può essere assunto con cibo inquinato e con lo smog, ma anche inalando vapori emessi dai distributori di benzina. Anche vecchie costruzioni edilizie possono essere fonte di intossicazione per via delle tubazioni di piombo.

RAME: è antagonista dello zinco. Se in eccesso spiazza lo zinco dagli enzimi indebolendo il sistema immunitario e causando patologie della cute, delle unghie e della crescita dei capelli; diminuisce inoltre l’energia vitale e può essere causa di affaticamento per lunghi periodi. Le fonti di inquinamento sono i tubi di rame per l’acqua, utensili da cucina di rame o ramati, spirali intrauterine di rame.

CADMIO: il relativo accumulo nel fegato e nei reni ne danneggia gli stessi organi. Operai esposti ad alte dosi di cadmio spesso sviluppano cancro della prostata, polmoni e pancreas. Le fonti di inquinamento sono gli inceneritori, i depositi di spazzature e il fumo di tabacco.

MERCURIO: è causa di patologie del sistema nervoso centrale. Una fonte di inquinamento importante riguarda le otturazioni dentali in amalgama, che liberando lentamente mercurio raggiungono il cervello, depositandosi elettivamente nell’ipofisi, causando disturbi ormonali; ma anche immunosoppressione ed infertilità.

NICHEL: in alta concentrazione, oltre a passare la barriera placentare abbassa l’attività enzimatica; può rompere le catene del DNA e formare complessi ternari stabili con DNA e proteine. Si assume nichel dall’aria inquinata, attraverso alimenti come l’acqua, il latte, la birra, la cioccolata, le verdure e il fumo di tabacco.

CROMO: in alta concentrazione può causare disturbi del metabolismo dei glucidi e dei lipidi; ma anche arteriosclerosi, aumento delle HDL-lipoproteine; patologie polmonari di vario tipo e delle mucose in genere. Può passare la placenta se in forma organica. Varie le fonti di inquinamento: assunzione di pesce, molluschi, aria inquinata, acqua. Viene usato come pigmento nelle vernici, fotocopiatrici fotomeccaniche, come anticorrosivo nell’industria del petrolio, in coloranti e schiarenti tessili, nastri magnetici, etc.

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