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“Parole incatenate” al Teatro dei Rassicurati di Montecarlo (LU)

Domani il quinto appuntamento della XXIII edizione della rassegna teatrale “Chi è di scena! Montecarlo 2016”. Sul palco, con l’opera di di Jordi Galceran, la Compagnia Le Fortunate Eccezioni Teatro.

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Domenica 21 febbraio 2016, alle ore 16:15, al Teatro dei Rassicurati di Montecarlo è in programma il quinto appuntamento della ventitreesima edizione della rassegna teatrale “Chi è di scena! Montecarlo 2016” organizzata dalla F.I.T.A. – Federazione Italiana Teatro Amatori – Comitato Provinciale di Lucca in collaborazione con il Comune di Montecarlo e la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.

 

Domenica 21 febbraio 2016 – ore 16:15

Teatro dei Rassicurati di Montecarlo

Compagnia Le Fortunate Eccezioni Teatro

Parole incatenate” di Jordi Galceran

 

“La verità non esiste, ma anche laddove esistesse spesso non riusciamo a vederla, fino alle estreme conseguenze”

 

Le Fortunate Eccezioni in Parole incatenateLo spettacolo

Quale è il limite tra l’amore, il fuoco di una sana passione, e l’ossessione? Chi lo stabilisce? Chi riesce a percepirne i contorni? Chi è vulnerabile e chi no? Chi è la vittima? Chi il carnefice? La crudeltà e l’inganno permeano tutta la vicenda e l’angolazione da cui appaiono i fatti cambia in continuazione, mutando l’opinione e l’apparente natura dei personaggi. Ogni verità è illusoria e solo il finale darà una giusta visione dei fatti pregressi, insieme alla perenne inquietudine circa la cattiveria, la gratuità del male e le distorsioni che la mente opera sulla realtà. Troppo spesso si leggono notizie di barbara violenza in ambito familiare, o contro le donne. Spesso tutto questo accade accanto a noi, senza che ce ne rendiamo conto. Spesso ci facciamo ingannare da pregiudizi o falsi moralismi. Spesso voltiamo la testa da un’altra parte e Noi, siamo immuni da tutto questo? Tutti abbiamo lati oscuri e limpidi, macabri e innocenti.

Una notte, tornavo a casa a piedi era una notte calda, silenziosa. In un’aiuola vidi un gatto grigio, che sembrava tutto preso da qualcosa. Quando fui abbastanza vicino, vidi che questo qualcosa era un topolino di colore bruno. Stavano immobili, l’uno di fronte all’altro, in tensione, e si guardavano. I due rimasero così per qualche istante, soppesando, credo, l’uno le possibilità dell’altro. All’improvviso, il topo cominciò a correre verso destra. Il gatto, con un semplice salto, gli piombò addosso, immobilizzandolo. Rimase così per qualche secondo e poi lo liberò. Ancora qualche secondo di attesa e il topo ripeté il suo tentativo, con identico risultato. E poi una volta ancora. Mi resi conto che stavo assistendo alla viva rappresentazione di una frase fatta: giocare come il gatto con il topo. Perché, in effetti, il gatto stava giocando. La sua superiorità era evidente, poteva farla finita con il topo quando voleva, eppure continuava a dargli speranze, offrendogli possibilità di fuga. Il gioco si ripeté ancora un paio di volte, fino a che il gatto azzannò il topo su una delle zampette posteriori. Rimase a lungo con i denti conficcati nella zampa del topo, fino a che non lo liberò nuovamente. Il topo cercò ancora di fuggire, si trascinava. Il gatto lo seguì e gli si piazzò nuovamente davanti. Si guardarono. Il gatto gli diede qualche spinta con gli artigli, come per invitarlo a fuggire ancora. Il topo, pateticamente, ci provò, intanto che il gatto lo osservava. Poi questi gli si avvicinò di nuovo e lo immobilizzò. Stavolta, però, conficcò i denti nel collo. Il topo rimase immobile. Il gatto gli diede un paio di colpi per accertarsi che fosse morto e poi se ne andò via. Non so molto del comportamento animale, però mi sorprese che un gatto potesse avere un tipo di atteggiamento che consideravo specificamente umano: la perversità. Allora immaginai che quell’atteggiamento così perverso poteva averlo imparato solo dal contatto con gli umani. Noi umani sì che siamo crudeli. Ho immaginato quel tipo di persona che fa della vita con il proprio partner un inferno, che gode nell’umiliare, che non prova empatia, che disprezza i diritti e il dolore degli altri. Ho immaginato un uomo e una donna osservati da quel gatto e, con quell’uomo e con quella donna, ho scritto Parole incatenate.”

Jordi Galceran

 

INTERPRETI / PERSONAGGI

Alessandro Lutri / Ramon

Rosaria Verazzo / Laura

 

Adattamento di Alessandro Lutri

Luci: Roberto Pecchia, Claudio di Paolo

Scenografia: Roberto Pecchia

Costumi: Rosaria Verazzo, Alessandro Lutri

 

Assistente alla regia: Valeria Belloni

 

Regia di Roberto Pecchia

 

Per il tema trattato lo spettacolo è adatto ad un pubblico adulto

 

Il prossimo appuntamento della rassegna

Domenica 28 febbraio 2016 – ore 16:15

Compagnia Teatro dell’Accadente

The Gin Game” di D. L. Coburn

Genere: drammatico

 

Note di servizio

Il biglietto d’ingresso costa € 7,00 (speciale per tesserati F.I.T.A., mediante esibizione di tessera in corso di validità, € 5,00) ed è possibile sottoscrivere l’abbonamento all’intera stagione (10 spettacoli) al costo di € 60,00.

Per informazioni e prenotazioni, si può contattare Rita al numero 320/6320032 o alla casella di posta elettronica fitalucca@gmail.com.

Tutti i programmi delle rassegne teatrali organizzate dalla F.I.T.A. Lucca sono consultabili sul sito www.fitalucca.it

 

 

Fonte F.I.T.A. Lucca

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