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PARLAMENTO SHOW: BAGARRE ALLA CAMERA PER IL REFERENDUM

Comportamenti che favoriscono nell’indole umana (politica) le prerogative per l’instabilità del Paese

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di Ernesto Bodini (giornalista e opinionista)

Un momento della bagarre alla Camera scatenata dal M5S dopo il voto su disposizioni urgenti concernenti IMU e Banca d’Italia, Roma, 29 gennaio 2014. ANSA/ GIUSEPPE LAMI

Non c’é proprio verso. Le figure politiche anche di questa Legislatura continuano a non smentirsi soprattutto rispetto alle tre precedenti. Condurre una seduta in Parlamento per discutere sugli interessi del nostro Paese, e quindi decidere in parte del nostro destino, dando in escandescenza verbalmente e gestualmente, peraltro con invettive che nulla hanno di democratico e tanto meno di etico, è un ulteriore ed ennesimo sintomo di sconsiderata arbitrarietà e dispotismo che ledono l’onore di quella che ancora alcuni definiscono Italia… amor di patria. Mi riferisco alla “sciorinata” di alcuni parlamentari che il 14 scorso alla Camera hanno dato il meglio di sé durante il dibattito sulla riforma del referendum. Scene del genere il nostro Parlamento ne è testimone da tempo: ricordarle tutte sarebbe oltremodo penoso ed umiliante sia per chi scrive che per chi legge; un modus operandi favorito non solo dalla scarsa educazione e mancanza di rispetto tra le parti, ma anche dal fatto che la popolazione dei parlamentari (945 tra Camera e Senato) è il prodotto della costante corsa al potere, al vitalizio e al nulla fare e nulla concludere per il prossimo (cittadini elettori e non). Si dice che ogni epoca ha fatto storia, ma evidentemente tale storia nulla ha insegnato tanto che il perpetuarsi di una condizione politica di così basso livello, è il presupposto di una perenne instabilità del Paese tanto da sottolineare maggiormente la nostra precarietà esistenziale: a tutt’oggi, ad esempio, il debito pubblico ha superato i 2.316 miliardi di euro, circa 53 milioni in più rispetto alla contabilità precedente. Spesso sono le cifre, i grandi numeri ad offuscare le menti dei politici, delle cui competenze di alcuni ci sarebbe ragione di dubitare… e non poco! Ad esempio, come ha potuto quel numero di elettori (fedeli ed asserviti) mandare al potere soggetti (mi si perdoni se in questo caso non ho usato il termine Persone) che, come si suol dire, non hanno né arte e né parte, ma solo un carisma capace di calamitare e/o condizionare la massa vociante? Vi sono persone, in parte non conosciute, che sono dotate di talento in vari campi della vita professionale, sociale e culturale ma che per coerenza con la propria etica e il loro credo mai si sognerebbero di candidarsi per avere “un posto al sole”; perdono una poltrona in Parlamento. È pur vero che non si può e non si deve vivere in anarchia, ma è altrettanto vero che diffondere i concetti di democrazia e libertà ispirandosi ai principi della Costituzione ed agire nel modo più incoerente ed indegno, non solo è ipocrisia ma soprattutto è un vero e proprio attentato alla dignità umana. Del resto, non c’é che da convenire con quanto sosteneva il filosofo francese Francois de la Rochefoucauld (1613-168o): «Gli uomini non vivrebbero a lungo se non si ingannassero a vicenda». Da ciò possono derivare reazioni violente ed incontrollabili da parte di una sia pur minoranza che, ripetute nel tempo, potrebbero favorire una maggiore instabilità del Paese. Purtroppo, dove c’é arrivismo e venalità non ci può essere onestà ed umiltà; doti queste ultime, essenziali ancor prima delle competenze.

La foto è tratta da ANSA.IT

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