Paolo Amulfi, un’esplosione del rock tutta made in Italy

Paolo Amulfi, un’esplosione del rock tutta made in Italy

 

 

 

 

Un rock pulito, penetrante, un susseguirsi di arrangiamenti sanguigni che velano una melodia dolce, sottostante un timbro marcato e graffiante.

Numerose le influenze artistiche che si avvertono, si intersecano, ma non ne offuscano l’originalità. Metafore armoniche che si intrecciano con il passato. Nessuna ambizione virtuosistica. Nessuno stilema. Un sound puro e avvolgente che vede esibire una voce incisiva, che non manca di stupirci vestita di estrema raffinatezza. Un vero talento.

Paolo Amulfi e la sua band con l’album ‘I’ll be waiting’ ‘impressionano’.

L’impatto è sorprendente. Uno stile ‘vintage’ sì, dove si respira l’odore del buon rock delle cantine e dei vinili, intrisi di fumo e sogno.

In ‘I’ll be waiting’, di cui Paolo Amulfi è compositore e autore dei brani, nonché produttore e curatore degli arrangiamenti, si ascolta un rock ‘made in Italy’ benfatto; si mostra allegoricamente come un dipinto in un buon bicchiere di vino rosso.

Una chitarra che riecheggia e fonde lo stile di J.Hendrix, E. Clapton e S.R.Vaughan, ma che svela una personalità autentica nella sua complessità.

Questo album è la risposta alla possibilità di sopravvivenza del rock italiano. Insomma. Gli amanti del genere si sentiranno un po’ sollevati. Un album dove si percepisce la gavetta, le serate nei clubs, lo studio viscerale dei grandi maestri e nel quale, Paolo Amulfi mette a disposizione tutta la sua esperienza di tournista nei concerti di nomi quali Anna Oxa, Marco Masini, Gianni Morandi, per citarne alcuni.

Paolo Amulfi rappresenta tutt’oggi un fiore all’occhiello nel panorama artistico fiorentino. Ha cominciato da giovanissimo a studiare chitarra, perfezionandosi nei generi blues e rock che poi si diffonderanno ben presto in sessions che incontreranno anche il funky, il jazz e fusion. Il suo talento trova sfogo successivamente anche nella didattica musicale e in essa elabora ben tre metodi per chitarra, oltre che nella direzione artistica di eventi che lo vedono portare nel capoluogo toscano illustri nomi quali John Helliwell, Mark Lambert e molti altri ancora.

Un artista a tutto tondo, come si direbbe, che vive la musica nel suo essere più completo, in simbiosi con la sua anima rock.

‘I’ll be waiting’ , album appena uscito di Paolo Amulfi ed edito dalla Drycastle, merita un ascolto attento e rigoroso. Un album per chi vuol ritrovare il rock.

Attenzione dunque: astenersi perditempo.

 Sabrina Paladini

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