Fame, freddo, fango e bombardamenti: è questa la tregua che Netanyahu, di fatto, ha siglato per Gaza. Una striscia sempre più piccola di terra, dove arrivano 100 camion di aiuti al giorno, contro i 600 necessari, dove quando piove ciò che rimane delle tende viene spazzato via, ricoperto di fango e invaso dall’acqua. Container e tende attrezzate in caso di pioggia non arrivano, restano nei tir oltre confine senza il permesso di entrare. E la popolazione, intanto, muore di fame, di freddo, di malattie e di missili. Questa è la pace di Gaza. In fin dei conti agli israeliani servono vivi 25mila palestinesi, perché qualcuno deve pur lavorare per costruire i grandi resort della Riviera del Medio Oriente, il sogno di Trump e compagni. Il resto non è importante, che una popolazione dalla storia millenaria venga spazzata via non interessa ai governi e ai loro complici.

IL TERRITORIO della Cisgiordania, intanto, in un silenzio assordante dei media, viene conquistato palmo a palmo, LA SUA POPOLAZIONE umiliata, sequestrata, uccisa da coloni agguerriti che con il benestare dell’IDF occupano terre e case che non sono loro, come ogni buon colonizzatore deve fare.
Israele ha bisogno di territori e se li sta prendendo.
La pace non può restare una parola vuota ma deve diventare realtà. Di seguito riportiamo la cronaca delle violazione e delle violenze israeliane, una scaletta che la dice lunga sull’idea di pace di Israele.
Gaza: tregua violata
- Raid su Khan Younis: almeno sei morti, tra cui due bambini, in attacchi israeliani. L’IDF ha identificato i resti di uno degli ultimi ostaggi.
- Hamas e le armi: un funzionario ha dichiarato che il movimento sarebbe pronto a discutere il “congelamento” o il deposito delle armi come parte di un cessate il fuoco, ma senza rinunciare alla resistenza.
- Violazioni del cessate il fuoco: dal 10 ottobre oltre 500 episodi documentati, con almeno 1000 palestinesi uccisi. Netanyahu ha ribadito che “la guerra non è finita”
- Diplomazia e contesto internazionale
- Egitto e Turchia chiedono una forza di stabilizzazione a Gaza, definendo la tregua “fragile”.
- Iniziative segrete: Netanyahu avrebbe incontrato Tony Blair per discutere il “giorno dopo” a Gaza, con ipotesi di trasferire parte del controllo all’Autorità Palestinese.
- Presidi in Italia: manifestazioni come quella di Chiavari denunciano la “tregua inesistente” e chiedono pace e aiuti umanitari.