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Palermo”Electric tour” di Eugenio Finardi

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In quel di Palermo, aprile 2011 , continuano eventi musicali di vario interesse- Questo aprile, ha visto protagonista Eugenio Finardi: uno dei primi esponenti della musica rock in Italia; con una carriera alle spalle quarantennale, segnata da grandissimi successi che si fondono tra blues e rock, con varie sperimentazioni verso nuove sonorità, tessiture pervase dal jazz, dal folk, dalla musica nera. Venerdì 1 – al Cineteatro Dante di Palermo – ho avuto l’occasione di assistere all’ ultimo tour estremamente “rock” di questo prestigioso cantautore . Dopo 12 anni di assenza, ritorna dunque a Palermo presentando il suo “Elettric Tour “. Sul palco una rock band – valida e decisamente carica – accompagna il cantautore milanese, rinnovando con arrangiamenti originali i grandi classici del suo lungo percorso artistico. 

Parlo di Paolo Gambino alle tastiere, Paolo Zanetti e Giovanni Maggiore alle chitarre, Marco Lamagna al basso e Claudio Arfinengo alla batteria; una rivisitazione fortemente rock ha senz’altro sorpreso me e il pubblico presente. “Extraterrestre”, “La radio”, “In trappola”, “Dolce Italia”, “Musica ribelle” , “Saluteremo il signor padrone”, “Non è nel cuore” : brani che ricordano con tanta nostalgia gli anni 70 . Non sono mancate le cover , omaggiando Jimi Hendrix con una meravigliosa versione di “Hey Joe” e la sua “Uno di Noi” cover di ” One of us” di Joan Osborne, una versione in italiano significativa e piena di verità. Chiaramente ci sono canzoni che non rendono con un arrangiamento del tutto “elettrico” per cui, Eugenio, ci regala un classico interludio acustico, rappresentato da una piccola medley di quattro canzoni che – secondo il mio punto di vista – non potevano assolutamente mancare. Parte così “La canzone dell’acqua” : davvero emozionante e guardandomi intorno, noto grande nostalgia negli occhi degli spettatori e dello stesso Eugenio. Si continua con “Patrizia” , “Oggi ho imparato a volare” e si conclude con “Non diventare Grande mai” . Un medley decisamente azzeccato. Eugenio si presenta con abiti neri e capelli raccolti, con una voce intensa duttile e profonda. Nei pezzi più blues la sua voce diventa energica e graffiante: del resto non ho mai avuto dubbi sulle sue doti canore. Venerdì sera – nonostante non avessi mai vissuto certe epoche – ascoltando i brani e guardando l’artista sul palco, ho provato anch’io una nostalgica malinconia. Vi consiglio di non perdere questo “Elettric tour ” se avete possibilità, andate! Non ve lo fate scappare! ” Inseguendo un sogno, perché è un gran bel mestiere; forse sono cambiato o solo un po’ cresciuto, ma nella Musica Ribelle io c’ho …comunque creduto” Pensando ad Eugenio Finardi, mi vengono in mente le parole di questo suo verso.

Elisa Caruso

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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