Palermo: UNICEF assume collaboratori per aumentare le donazioni

Palermo: UNICEF assume collaboratori per aumentare le donazioni

Potete già incontrarli a piazza Castelnuovo, e presto anche in via Ruggero Settimo, piazza Verdi e a Valdesi. Hanno la mantellina celeste firmata Unicef, il badge identificativo e una carpetta con i moduli di adesione. Faccia pulita e modi oltremodo gentili, non accettano donazioni in contanti, non possono indicare conti correnti postali e non rilasciano opuscoli informativi. Non sono volontari: sono neoassunti Unicef incaricati di aiutare il fondo non governativo più noto al mondo ad abbattere il tasso di mortalità infantile, professionisti selezionati per effettuare una campagna donazioni che consenta di raggiungere obiettivi concreti.

Unicef (Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia), nacque nel 1946 per occuparsi della ricostruzione post-bellica europea. Oggi opera in 156 paesi in tutto il mondo, con uno staff scelto direttamente in loco e l’85% del personale impegnato sul campo.

Non riceve fondi periodici dai governi, ma vive di finanziamenti volontari governativi e  privati. I finanziamenti vengono investiti per le spese amministrative e di gestione dell’ente (3% del totale), in campagne di raccolta fondi e sensibilizzazione (12%) e in progetti sul campo per l’infanzia (85%).

Il personale selezionato in questi mesi a Palermo e nelle altre principali città italiane ha il nobile compito di far conoscere ai cittadini la campagna “Vogliamo arrivare a zero”.

Zero sta per “zero bambini morti per fame o malattia”, partendo dal dato che nel 1992 morivano ogni anno 36.000 bambini, contro i 22.000 del 2011.

Una ecatombe cui Unicef vuole rispondere con progetti mirati: acquistando zanzariere intrise di repellente contro le zanzare malariche (la malaria provoca in alcune zone dell’Africa il 20% di decessi annui); somministrando il Plumpynut, un pasto ipernutriente in grado di far uscire i bambini dalla malnutrizione in tre settimane; distribuendo bustine di New Formulation, un integratore vitaminico solubile che ha un costo di 0,5 centesimi di euro per bustina; costruendo pozzi per l’acqua e scuole per le comunità, dove insegnare anche a riconoscere ed evitare le mine anti-uomo.

Da qui, la necessità di superare il semplice concetto di “volontario”, retribuendo personale che per quattro ore al giorno, sei giorni su sette a settimana, informerà e spiegherà ai cittadini come poter diventare “Amico dell’Unicef” attraverso donazioni mensili, regolari, e  automatiche tramite rid bancario o carta di credito: un modo per garantire ai progetti Unicef entrate regolari e possibilità di pianificazione.

Le eventuali donazioni non hanno costi di commissione, sono interamente deducibili e possono essere effettuate a partire da 10 euro mensili, con la facoltà di interrompere la donazione periodica in qualsiasi momento lo si desideri, senza alcun vincolo.

La missione di Unicef non è semplice: a seguito dello scandalo riguardante la missione arcobaleno del 1999 per aiutare i profughi del Kosovo, gli italiani sono rimasti storicamente scettici nei confronti di iniziative simili, anche se Unicef ha una immagine di garantita affidabilità e già conta in Italia ben 40.000 amici donatori.

Andrea Anastasi

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