Palermo si apre al mondo omosessuale ma “qualcuno” viene ucciso

Palermo si apre al mondo omosessuale ma “qualcuno” viene ucciso

La “cultura” gay è cultura di morte, come dimostra anche lo squallido delitto maturato ieri in quegli ambienti proprio a Palermo.

Questo è quello che ha dichiarato “Forza Nuova Palermo” in un comunicato stampa, che commentava la manifestazione del Gay Pride svoltasi sabato 19 giugno a Palermo. I valori che vengono enunciati nel comunicato stampa sono quelli della cristianità, della famiglia e dei figli che devono essere educati esclusivamente da un uomo e da una donna.

La frase enunciata all’inizio rappresenta il pensiero delle donne madri di questa forza politica, che si sentono offese da tutto ciò. Si è consumato un delitto in quel di Palermo e nessuno ancora lo sapeva. Il Gay pride sembra aver ucciso la dignità dei palermitani. Il vero delitto, invece, è forse quello di paragonare una manifestazione per i diritti umani, che possono essere sessuali o meno, ad un crimine di morte. Chi sarebbe stato ucciso? Forse, invece finalmente a Palermo è nato qualcosa che è stato celato per tanto tempo: la tolleranza e il rispetto per chi è nato con un’anima diversa dal suo corpo fisico.

Il turbamento sarà stato causato dalla simulazione di un matrimonio tra due uomini? Vedere un uomo che indossava un abito da sposa sarà stato così terribile?

Volgarità ed indecenza si ritrovano solo nel bacio tra due donne e nelle movenze di un uomo che ancheggia perché si sente donna?

Forse bisogna ricercare l’oscenità e la vergogna in azioni molto più gravi, che intaccano il bene e la sopravvivenza civile del nostro paese. Per fortuna, però, il popolo siciliano della città di Palermo ha dimostrato di essersi aperto non al mondo della “diversità”, ma a quello dell’uguaglianza, nonostante qualcuno abbia ancora da obbiettare.

Giusy Chiello

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