Palermo: presentazione del libro di G.La Piana sulla comunicazione mafiosa

Palermo: presentazione del libro di G.La Piana sulla comunicazione mafiosa


Nuove tecnologie, globalizzazione e strategie digitali. Difficile pensare ad un mondo privo di tutti questi attributi. La definizione di Nicholas Negroponte “stiamo diventando tutti esseri digitali” non fu mai cosi attuale, tanto da inglobare in se stessa la contemporaneità in tutti i suoi aspetti, anche quelli più nascosti o impensabili. In questa ottica, sarà presentato oggi, alle ore 18, anche a Palermo, presso la libreria Feltrinelli: “Strategie di comunicazione mafiosa”, il nuovo libro della giornalista e criminologa siciliana Giusy La Piana. Dopo il successo decretato dalla critica nella prima uscita dello scorso 22 maggio, curata dall’Associazione il Granello di Sale e dall’Associazione Familiari delle Vittime della Strage di Via dei Georgofili, con il patrocinio dalla Regione Toscana e del Comune di Borgo San Lorenzo (Firenze), la presentazione in terra siciliana coglierà l’occasione per mettere in evidenza come la comunicazione e l’ avanzamento della tecnologia possano incidere profondamente ed a vari livelli nella trasformazione dell’illegalità di matrice mafiosa. La mafia, ripercosa attraverso le pagine del libro, si è caratterizzata sotto forma di status, di corpus normativo, fatto di cose, situazioni, comportamenti sedimentati nel tempo che silenziosamente tentano di insinuarsi fra le pieghe, spesso più deboli, della società. Qualcosa di molto più complesso di un codice linguistico composto da un significante a cui associare un significato. In essa si avverte una logica precisa, legata a solida e a tratti sconcertante razionalità, una vera e propria “mentalità mafiosa” come sottolineato nell’introduzione, che scardina i valori tradizionali per crearne altri assolutamente nuovi, in costante e stridente dicotomia con quelli dello Stato. Il percorso dell’autrice si è mosso da una concreta e capillare esegesi di testi e reperti documentali, che hanno messo a confronto il dipanarsi del fenomeno mafioso e la sua relativa comunicazione, dalla fine dell’Ottocento fino ai tempi moderni. Indubbiamente, è stato proprio l’elemento criminologico-comunicativo il centro della riflessione: non un solo linguaggio, ma tanti linguaggi, non una sola comunicazione, ma tante anch’esse. A dinamiche interne molto rigide, se ne oppongono altre esterne sotto forma di “avvertimenti”. Nel mondo ipertecnologico di internet, il vecchio sopravvive al nuovo senza mai scomparire totalmente, ma più precisamente si integra in esso, esplorando e ricercando nuove forme di controllo delle coscienze, tanto dei propri adepti, quanto di tutti quei settori valutati d’interesse. Il comportamento mafioso si pone, in quanto “è esercizio di potere gerarchizzato che modella le sue giustificazioni in relazione alle esigenze concrete del momento”. Dai “pizzini” di Provenzano, all’universo vastissimo e per certi versi ancora inesplorato della rete, tutto appare così diverso, ma anche maledettamente uguale, nella logica e nel mondo di Cosa Nostra, un mondo che Giusy La Piana ha fatto proprio con grande padronanza, competenza e stile, veicolando l’interesse del pubblico verso quelle pagine dense di valori e significati da riscoprire nella lettura.

Sergio Grillo

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