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Palermo Gay Pride 2011, l’effetto shock lascia il posto al divertimento

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Meno trasgressione, più emozione. La seconda edizione della Pride Parade svoltasi nel capoluogo siciliano perde qualcuno dei 40.000 manifestanti e un po’ di ‘effetto novità’  rispetto al Sicilian Gay Pride dell’anno scorso, ma guadagna in intensità e spirito di unificazione.

È stata anche una questione di organizzazione, il successo del Gay Pride 2011: nessun gazebo abusivo a piazza Magione (luogo del raduno iniziale), strade chiuse al traffico per tempo e la riconferma di Vladimir Luxuria come madrina della manifestazione, prodiga di riflessioni su una “Palermo capitale storica del diverso”.

Nonostante il filare di carri delle varie associazioni cittadine (circoli Arci, Muovi Palermo, Exit/Rise Up, Arcigay Palermo) traboccassero di striscioni dal tenore politico, come “L’unica emancipazione è la rivolta”, “Il dovere della difesa dei diritti” e “God save the Queer”, il corteo pomeridiano ha puntato fin da subito sull’emozione, trasformandosi in una discoteca en plein air irorrata da un lieve pioggia primaverile e una playlist con brani di Madonna, Mika, Lady Ga-Ga, Martin Solveig/Dragonette, Raffaella Carrà e tanti altri.

Giusto concentrare il momento della rivendicazione dei diritti al termine del corteo, quando Luigi Carollo, portavoce del movimento LGBT di Palermo, ha parlato della recente mancata approvazione della legge contro l’omofobia.

Prima, c’era il bisogno di lasciarsi andare a un divertimento sincero e scanzonato, alimentato dalla teatralità dei costumi, l’originalità dei trucchi e la voglia di esprimersi in tanti modo diversi.

Due, le scene che personalmente ho apprezzato: l’incedere coraggioso del gruppo Gay Cristiani con uno striscione che recitava “Chi ha paura non è perfetto nell’amore” e la gioia negli occhi di ragazzi giovanissimi, chissà se minorenni o appena maggiorenni, danzanti e sorridenti tra striscioni e bandiere.

Perché, in realtà, non è ne una festa né una passeggiata essere gay a Palermo, come dimostra, purtroppo, l’aggressione subita da tre volontarie di un’associazione cittadina al termine del corteo.

Trovate tutto il reportage qui: Reportage Gay Pride

Andrea Anastasi

Foto: Elisa Martorana

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