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Palemo non e’ rassegnata alla mafia, Palermo ama il fresco profumo della libertà

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Ieri ci siamo occupati della manifestazione palermitana, svoltasi in ricordo della morte di Paolo Borsellino, analizzando il fatto della poca partecipazione alla manifestazione stessa. Si era rilevato che, almeno secondo alcuni, la commemorazione fosse stata un vero e proprio flop, in quanto la cittadinanza avrebbe fatto una distinzione ideologica e disertato l’incontro.
Invece, a detta di alcuni partecipanti, tra i quali anche Marco Travaglio, i tre giorni dedicati alla commemorazione della morte di Paolo Borsellino non sono stati affatto fallimentari. Il corteo è stato silenzioso e compito e c’erano decine di ragazzi delle agende rosse, ma l’obiettivo non era quello di raggiungere cifre esorbitanti come numero di partecipanti. Per quanto riguarda la proiezione del film di Marco Canestrari e Salvatore Borsellino Via D’Amelio una strage di stato”, svoltasi la sera del 18 luglio in un grande cinema del centro storico di Palermo, non possiamo parlare di fallimento, ma addirittura di un grande successo. Il cinema era strapieno, nonostante l’aria condizionata non funzionasse e il caldo fosse torrido. Coloro che non sono riusciti ad entrare (che erano più di quelli che stavano dentro) sono riusciti a seguire almeno il dibattito, che ha visto protagonisti tra gli altri Salvatore Borsellino, Antonio Ingroia, Marco Travaglio e l’attore Claudio Gioè, che ha letto il racconto di Manfredi Borsellino sull’ultima giornata del padre.
Possiamo allora finalmente urlare che Palermo non è morta, e non si è rassegnata alla mafia. Dopo 18 anni l’amore per questa “terra bellissima ma disgraziata” rimane fortissimo e la voglia di combattere “cosa nostra” è ancora viva, nonostante qualcuno ancora affermi il contrario.

Giusy Chiello

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