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Pajno è il nuovo presidente del Consiglio di Stato

Una scelta a senso unico nella lista dei papabili

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E’ considerato l'”amico di Renzi” il nuovo presidente del Consiglio di Stato, Alessandro Pajno, palermitano, 67 anni, già presidente di sezione del Consiglio di Stato. Per eleggerlo il Governo non ha rispettato la prassi e la continuità. Solitamente, infatti, avviene che la scelta si svolga tra i componenti del Consiglio di Presidenza del Consiglio di Stato, il quale ha seguito sempre il criterio di maggiore anzianità dei candidati.

Ma questa volta, il Consiglio dei Ministri, forte di una legge che glielo consente  ha deciso in modo autonomo. E la nomina ha una sua importante e delicata valenza se si considera che il Consiglio di Stato si esprime sui ricorsi in materie legate alle azioni dell’esecutivo.

Certo Pajno non è uno sprovveduto, considerando il suo corposo curriculum professionale nei vari governi: capo di gabinetto dello stesso Mattarella al ministero della Pubblica Istruzione, incarico confermato poi da Rosa Russo Iervolino (sempre alla Pubblica istruzione) e in seguito da Carlo Azeglio Ciampi (Bilancio e Tesoro). È stato inoltre consigliere giuridico, quando l’attuale Capo dello Stato era ministro per i Rapporti con il Parlamento. Ha anche ricoperto l’incarico di segretario generale della presidenza del Consiglio dei ministri durante il primo governo Prodi e poi quello di sottosegretario al ministero dell’Interno con delega all’amministrazione civile nell’ultimo esecutivo Prodi, quando al vertice del Viminale c’era Giuliano Amato.

Tra i 5 candidati della lista inviata dal Consiglio di Stato a Palazzo Chigi c’erano Filippo Patroni Griffi, Stefano Baccarini, Sergio Santoro e Raffaele Carboni. Ma Baccarini, il più anziano, era anche molto vicino alla pensione. Patroni Griffi, ministro per la Pubblica amministrazione del governo Monti e sottosegretario del governo Letta, non si può certo dire che sia un renziano. Santoro partiva con qualche punto di svantaggio, considerando che la sua sezione, poche settimane fa, ha bocciato il pensionamento di 84 giudici dopo l’abbassamento del limite di età da 75 a 70 anni, su ricorso di tre magistrati di Cassazione. E Renzi gliel’ha fatta pagare. Così la scelta è ricaduta su Pajno. Una scelta a dir poco scontata.
Francesca Lippi

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