Orgoglio, presunzione e dispotismo nemici della salute globale

Il sacrificio di Li Wenliang il medico cinese che ha “osato”

ipotizzare le cause delle infezioni del nuovo Coronavirus

di Ernesto Bodini (giornalista scientifico e opinionista)

Il sacrificio di Li Wenliang il medico cinese che ha “osato”ipotizzare le cause delle infezioni del nuovo Coronavirus

Ma c’è davvero da stupirsi ogni volta che l’Umanità viene colpita da un evento come catastrofi, conflitti o pandemie? Io non credo, sia perché la Genesi conferma il decorso esistenziale e le conseguenze del comportamento umano, sia perché la ratio vuole che se gli eventi negativi dell’esistenza non si verificassero i tre Regni (animale, vegetale e minerale) non avrebbero ragione d’esistere. Retorica o dietrologia? Nulla di tutto ciò e prova ne è che ogni secolo ha fatto storia, ed ogni secolo non è mai stato privo di effetti deleteri sia causati  dalla Natura che dall’Uomo.

Virus al microscopio

E in fatto di epidemie e pandemie, ad esempio, i dizionari storici ne sfornano un lungo elenco, quindi non sarà l’ultima quella che si profila all’orizzonte come la pandemia del virus 2019-nCoV (nella figura il virus al microscopio), meglio noto come Corona virus; evento che le varie popolazioni interessate si stanno mobilitando per contenere sia il numero dei contagi che dei decessi. Ma quello che vorrei evidenziare, come anche in questo caso, le autorità cinesi pare abbiano “volutamente” tardato nel comunicare le possibili fonti del contagio e i primi casi coinvolti e, questo, nonostante il loro connazionale Li Wenliang, medico 34enne operante in uno degli ospedali di Wuhan (epicentro della crisi sanitaria) avesse segnalato lo scorso dicembre anomalie in alcuni pazienti affetti da polmoniti gravi, le cui cause erano ignote. Valutando i sintomi e confrontandoli con quelli di altre sindromi respiratorie gravi (come la SARS e la MERS), il dott. Wenliang nel dicembre scorso ha ipotizzato che la causa delle polmoniti potesse essere un “nuovo Coronavirus”. Tale senso del dovere etico e deontologico lo ha portato a rendere pubblica la sua ipotesi, attirando l’attenzione delle autorità locali che lo hanno accusato di diffondere notizie false e allarmistiche. Ma come ci è dato a sapere non si è trattato di una fake news e nemmeno, io credo, desiderio di protagonismo. Purtroppo questo medico, sicuramente seguace del suo “Ippocrate”, non solo è stato punito per aver… anticipato il ruolo delle autorità competenti, ma qualche giorno dopo aver visitato una paziente, che è poi risultata positiva al nuovo corona virus, egli stesso ha sviluppato alcuni sintomi della grave infezione che lo hanno portato al decesso. Questa dedizione potrebbe essere intesa come un atto di stoicismo, ma personalmente sono portato a credere che il giovane medico votato ad una scelta specialistica professionale così impegnativa, ha dimostrato particolare dedizione per l’indagine e l’approfondimento. Questo esempio riporta alla memoria il caso del nostro connazionale Carlo Urbani (1956-2003), medico e microbiologo che per primo identificò e classificò la SARS (Severe acute respiratory syndrome) o polmonite atipica, la malattia al centro dell’epidemia che,  in Estremo Oriente (Cina, Hong Kong e Canada) tra il 2002 e il 2003, infettò più di 8 mila persone e causò quasi 800 vittime accertate, tra cui lo stesso dott. Urbani.

Tornando al dott. Wenliang (nella foto di copertina), molte le proteste che sono seguite sui vari social sia per le incertezze sulle condizioni del medico che per le sue vicende precedenti, con le accuse di aver diffuso false informazioni sul virus, invocando il diritto alla “libertà di parola”. Da più parti le autorità cinesi sono state accusate di aver sottovalutato le dimensioni della crisi sanitaria sin dall’ inizio dei primi casi accertati; e anche se non ho elementi per commentare oltre il comportamento delle autorità di Pechino, mi corre l’obbligo di rammentare loro che il vero progresso dell’umanità non è primeggiare in tecnologia materialistica con altissimi grattacieli, lunghi ponti e potenti armi nucleari, ma quello di riconoscere con umiltà (e meritocrazia) il lavoro di chi coscientemente mette a repentaglio la propria vita per il prossimo, proprio grazie al personale intuito e alla propria determinazione. Solo così, almeno in parte, alcune malattie possono essere prevenute ed altre meglio curate. Anche la Cina, come tutti i Paesi, non ha necessariamente bisogno di eroi per crescere, ma di più umiltà, meno prosopopea e meno dispotismo… Genesi permettendo!

La foto di copertina è tratta da li-wenliang Ap-Photo

 

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