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“Notre Dame” de Paris al Mandela Forum di Firenze

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Venerdì 12 Maggio si è stato presentato sul palco del Mandela Forum  di Firenze “Notre Dame de Paris”, uno spettacolo coi testi e la scenografia a cura di Luc Plamondon, Pasquale Panella e con le musiche scritte da Riccardo Cocciante.

L’esibizione originale è in lingua francese ed anni fa nella stessa Francia assistette ad un successo clamoroso per il suo rivoluzionario modo di rappresentare sotto forma di Musical la storia di Victor Hugo. Fu tradotta poco tempo dopo in italiano ed anche nello stivale fece il suo discreto successo ed è per questo che, a grande richiesta, quest’anno lo spettacolo è stato ripetuto in vari teatri d’Italia, compreso il Mandela Forum fiorentino.

Il costo del biglietto intero si aggira intorno ai 60 euro mentre per gli studenti c’era uno sconto di 40 euro sul prezzo totale e così, questa mattina, numerose scuole fiorentine e dei dintorni hanno deciso di portare i proprio studenti a vedere questa rappresentazione.

Io mi ritrovavo tra i partecipanti e l’esibizione è durata nel complesso circa 3 ore e devo ammettere che le scenografie, gli effetti e le coreografie sono stati senza dubbio sbalorditivi e mi hanno fatto comprendere il perché questo spettacolo fosse tanto acclamato.

Per i testi e le voci, però, sono di tutt’ altro parere dato che ho assistito alla stessa versione dello spettacolo portato in scena da una compagnia francese e sono costretto ad ammettere che lo spettacolo era di tutt’ altro livello su questo piano.

Innanzitutto l’adattamento alla lingua italiana l’ho trovata una grande pecca del copione che magari, chi non conosce la versione francese, non lo nota nemmeno ma anche al primo ascolto pur non conoscendo la lingua si può denotare quanto la versione italiana sia più che altro una trasposizione alla lettera del manoscritto in francese.

Fin qui non sembra ci siano problemi ma se si considera che lo spettacolo è composto esclusivamente da brani cantati e che, di conseguenza, non ci sono alcuni intermezzi di dialoghi recitati senza canto allora la faccenda si complica perché, in svariati momenti, la traduzione risultava completamente differente in termini di metrica dal testo francese e quindi, visto che le musiche erano le stesse di quelle dell’omonimo spettacolo francese, alcune parole risultavano “troppo lunghe” per la base musicale in cui si trovavano portando, così, il testo fuori metrica.

Questo implica una difficoltà non piccola per i cantanti che, costretti ad allungare delle battute fino all’inverosimile, hanno fatto anche troppo per quello che era loro richiesto, e per questo alcuni non si sono distinti particolarmente per le doti canore.

Una nota a favore rimane sicuramente tutto il lavoro dei ballerini e del cast che ha lavorato allo spettacolo rendendolo sicuramente molto sorprendente, infatti l’esibizione ha suscitato stupore e meraviglia negli spettatori grazie ai suoi fantastici giochi di luci, alla  scenografia e all’azione movimentata ed energica di tutte le coreografie. Resta sicuramente uno spettacolo strabiliante quello ideato da Riccardo Cocciante e dai suoi collaboratori che sicuramente può fare storia, a mio avviso, nel genere musical e che non mancherà di stupire certo gli spettatori, ma il mio consiglio è di prendere in considerazione anche la versione francese che, a mio parere, resta di livello più alto e degno del costo di 60 euro di biglietto.

Lorenzo Toninelli

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