Intervista immaginaria alla Befana dei giorni nostri

Servizio di Aurora Livi
In questo servizio, Aurora si cimenta in un gossip un po’ “befanesco” immaginando di incontrare la nostra magica vecchina con la scopa. L’intervista che ne viene fuori fa sorridere, e riflettere sulla magia che la vecchina, malgrado l’età, riesce ancora a donare ai più piccoli e, perché no, anche ai più grandi.
La incontriamo in una cucina di campagna, tra una tazza di orzo e un sacco di calze da riempire. Ha le mani segnate dal tempo, ma lo sguardo sveglio. La Befana esiste, eccome. E ha qualcosa da dire.
Befana, cominciamo dal principio. Lei è ancora in attività? “Altroché. Mi danno per pensionata da anni, ma io lavoro più di prima. Ora ci sono le calze personalizzate, le richieste via mail, i bambini che vogliono snack bio e gadget educativi. Altro che carbone.”
Ha mai pensato di lasciare? “Una volta. Era il 2002. Mi sentivo superata. Poi ho visto un bambino che aveva appeso la calza con una molletta da bucato. Mi sono commossa. Ho capito che finché c’è una calza, ci sono anch’io.”
Come sono cambiati i bambini? “Sono più svegli, più informati, ma anche più stanchi. Hanno bisogno di piccole magie, non di grandi regali. Io porto cose semplici, ma pensate. Un mandarino, una poesia, una caramella con il biglietto scritto a mano.”
E gli adulti? “Mi scrivono anche loro. Mi chiedono di portare pazienza, leggerezza, tempo. Alcuni mi chiedono di lasciare un messaggio ai figli: ‘Non serve essere perfetti’. Io lo scrivo, con la mia calligrafia storta.”
Ha una scopa nuova? “No. Uso sempre la stessa. È scomoda, ma mi ricorda chi sono. Non ho bisogno di volare veloce, mi basta arrivare.”
Un desiderio per il futuro? “Che nessuno dimentichi che la cura può essere piccola. Che una calza appesa è un gesto d’amore. E che anche le vecchie signore con le scarpe rotte hanno qualcosa da insegnare.”
La salutiamo mentre torna al suo lavoro. La Befana non fa rumore, ma passa. E lascia dietro di sé un’idea semplice e potente: la festa non è finita finché c’è qualcuno che pensa agli altri.