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Niente stipendi ai docenti supplenti: perché? Lo chiediamo a Matteo Renzi

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Renzi aveva posato lo sguardo sulla scuola e sembrava che davvero qualcosa potesse cambiare, già il passaggio dalla 3° fascia alla 2° di 55mila insegnanti non di ruolo faceva ben sperare, purtroppo però,  ci sembra che tutto si sia incagliato lì. Basta guardare alla voce stipendi: sono migliaia, infatti, i docenti supplenti che ad oggi devono riscuotere mensilità arretrate: gennaio, febbraio, marzo tanto per fare un esempio. Questi lavoratori hanno scritto al presidente del Consiglio, si sono uniti sul web e non solo per ottenere la dignità che loro spetta senza alcuna distinzione con i  colleghi già dipendenti a tempo indeterminato. Molti docenti precari  controllano costantemente il proprio conto corrente per verificare l’accredito dello stipendio, ma inutilmente. Ad oggi sui conti correnti  il mese di marzo non è stato accreditato e non solo quello, naturalmente. Se si telefona al Ministero del Tesoro, area territoriale della Toscana, una gentile signora spiega che le mensilità sono in emissione, ma che ancora sul pc non si può vedere quando queste saranno accreditate. Le segreterie dichiarano di aver inviato i vari report amministrativi entro il 14 aprile, mentre il Ministero del Tesoro afferma che queste sono in ritardo. Ah, lo scaricabarile tanto conosciuto dagli italiani, soprattutto nel Pubblico! Presidente le chiediamo: i supplenti non mangiano? Non pagano l’affitto? Non hanno spese come gli altri comuni mortali? Perché sono trattati in questo modo?  Già la categoria degli insegnanti è bistrattata, perché oltraggiarla ancora con queste divisioni che sanno tanto di casta e riportano indietro nel tempo al famoso “divide et impera” tanto caro ai vari regimi che hanno distrutto l’Italia? Ci risponda presidente, ne abbiamo bisogno perché non riusciamo a capire.

Francesca Lippi

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1 Commento su Niente stipendi ai docenti supplenti: perché? Lo chiediamo a Matteo Renzi

  1. Grande Francy!

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