Ma più passa il tempo e più aumenta il divario tra i popoli a causa delle notevoli differenze dei beni materiali: il denaro in primis

di Ernesto Bodini (giornalista e divulgatore di tematiche sociali)
Aria di vacanze, di festa, di libertà, di spensieratezza; tutti ingredienti di chi se li può permettere, come i 250 ospiti che in questi giorni hanno “onorato” le proprie nozze di uno degli uomini più ricchi del mondo, e la non meno altrettanto straricca sua consorte. Ovvero, Jeff Bezos e Lauren Sánchez hanno celebrato il loro matrimonio a Venezia, in una cerimonia simbolica che si è svolta venerdì 27 giugno nell’isola di San Giorgio. Partire dall’America per venire a sfoggiare la propria opulenza in Italia, e precisamente a Venezia, peraltro per un matrimonio simbolico, non mi sembrava proprio il caso con i problemi (mai risolti) che abbiamo, ivi incluso un discreto tasso di povertà, di disoccupati, precariati e tanto altro. Forse quei due “signori” (si notino le virgolette e la “s” minuscola) non conoscono la parabola del ricco Epulone, simbolo della misericordia verso i poveri che dovrebbe essere recepita dai credenti e non; ma evidentemente non da chi ostenta tanto benessere che come ben si sa appartiene solo alla vita terrena. Questi tre giorni di fasto, di cui sono andati orgogliosi (e anche in delirio) molti veneziani residenti ed altrettanti turisti, avranno pure portato introiti alla città e alla Regione, ma nello stesso tempo creato un disagio interiore in quanti non hanno condiviso tale “forzosa” presenza, peraltro a “dispetto” di quello che sta accadendo nel resto del mondo; come dire che da una parte si gozzoviglia a quattro palmenti e dall’altra si continua a morire… È risaputo che nel comportamento umano è sempre esistito quello che siamo soliti definire “due pesi e due misure”, un detto popolare che sta a dimostrare che le differenze tra i popoli sono sempre più estreme, ma non si riesce a concepire come la mente umana privilegi il benessere materiale mettendolo innanzi a tutto… anche a costo di “infangare” la propria dignità. E anche se tra questi straricchi alcuni si ergono a filantropi elargendo il proprio denaro per questa o quella causa, non è detto che possano vantare il concetto di compensazione, anche se credono di aver acquietato la propria coscienza e, a questo riguardo, mi sovviene la parabola evangelica: “Vale più un soldo del povero che una lira del ricco?”. Ciò è inteso anche come proverbio che sottolinea l’importanza del denaro anche per chi ne ha poco, evidenziando come anche una piccola somma possa essere preziosa per chi è in difficoltà; in altre parole, si vuole affermare che per una persona che vive in povertà, anche un singolo soldo ha un valore maggiore rispetto a quanto potrebbe averne uno che ha già molto denaro. Ovviamente nulla di personale nei confronti di quei due signori, che peraltro non conosco, ma sta di fatto che con il loro esempio di sfarzo e opulenza imitato da qualche altro loro “collega”, è uno schiaffo alla povertà che nel mondo è sempre più estesa, e se anche con il loro denaro creano posti di lavoro, a mio avviso potrebbero fare di meglio: diventare ambasciatori del sostegno e della tutela dei più diseredati, esattamente come fanno alcuni missionari. Insomma, si tratterebbe di attivare quell’equilibrio necessario per una vita comune basata su un minimo di eguaglianza, esttamente come vorrebe chi ha dato origine all’esistenza umana. Ma purtroppo questa è utopia in quanto l’essere umano, oltre ad essere dotato di notevoli ed utili potenzialità non è altrettanto privo di limiti e debolezze… Ecco che così stando le cose, sin dagli esordi della specie umana, sembra essere impossibile sperare in una società migliore e più razionale per una migliore convivenza. Si dice (per chi ci crede) che il Paradiso bisogna guadagnarselo, e se ciò corrisponde al vero i primi “ospiti” ad essere accolti sono coloro che hanno saputo rinunciare ai bene materiali, come pure quelli che avendo peccato si sono pentiti rifuggendo da ogni possibile recidiva. Vorrei concludere rammentando che la storia ci ha tramandato non pochi esempi di bontà umana, manifestata non con possedimenti vari da elargire, ma protagonisti che avendo vissuto con lo spirito del sacrificio e della rinuncia a favore dei propri simili più bisognosi… cominciando a rispettare la loro dignità!