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Mothers. L’amore che cambia il mondo

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”Vorrei che potesse non spazzare la casa per un giorno”, “Vorrei che avesse il diritto di scegliere cosa vuole dalla vita” “Mia Mamma va dal medico solo quando è incinta”, “mia mamma non ha potuto studiare, i suoi genitori hanno preferito educare suo fratello”. Sono solo alcune delle risposte che ”ci hanno dato i bambini quando abbiamo chiesto loro di parlarci delle loro madri. I racconti parlano di madri in difficoltà, di donne private dei diritti fondamentali, in Italia come nel Sud del Mondo”. Sono storie di donne, di madri, troppo spesso costrette al silenzio, convinte che nessuno vorrà ascoltare la loro voce raccontante nella mostra Mothers. L’amore che cambia il mondo, il progetto fotografico dell’organizzazione no profit WeWorld realizzato insieme al fotografo di fama internazionale Fabio Lovino per raccontare la necessità di puntare i riflettori su un tema “naturale” come la maternità, su cui ancora oggi, però, dal Nord al Sud del Mondo, esistono ancora troppe zone d’ombra.

Mothers è una scenografica mostra di foto a cielo aperto, che si apre il 6 maggio alla Sala Reale (binario 21) della Stazione Centrale di Milano e un libro fotografico a edizione limitata. In occasione della Festa della Mamma WeWorld lancia per il secondo anno Mia Mamma è (anche) una Donna, campagna di sensibilizzazione per difendere i diritti delle madri in Italia e nel Sud del Mondo.

Per raccontare le mamme – e le donne – dei progetti di WeWorld- Fabio Lovino ha viaggiato per un anno intero nei Paesi ”dove interveniamo per aiutarci a dare voce ai diritti di queste donne attraverso le immagini. Da Palermo a Torino, passando per Napoli, dal Benin al Nepal, dalla Cambogia al Brasile queste immagini ci raccontano una storia comune fatta di coraggio, conquiste e amore quotidiani. Attraverso ritratti e interviste intime il racconto delle storie di queste protagoniste parla di un quotidiano che va oltre l’immediatamente visibile. Le ragazze, le donne, che incontriamo nei nostri progetti – spiega Anna Maria Fellegara, Vicepresidente di WeWorld – sono sempre il perno sul quale poggiano le famiglie e le comunità: si occupano soprattutto dei figli, ma anche della gestione della casa e del lavoro. Troppo spesso, però, esse non sono consapevoli della loro fondamentale rilevanza e le condizioni di disagio, povertà e abbandono in cui si trovano a vivere le rendono vittime di regole sociali emarginanti, nel Sud del Mondo e – con le dovute differenze – anche in Italia. Siamo convinti che l’inserimento attivo nella comunità di riferimento e la consapevolezza sociale delle madri sortiscano effetti positivi anche sui bambini. La nostra esperienza ci dice che è così!”.

“Ho cercato di approcciarmi a questo progetto, a questo lungo viaggio nel mondo con WeWorld,senza retorica in modo puro quasi con gli occhi di un bambino che per la prima volta vede una cosa nuova, oscurando per un periodo nella mia memoria tutto ciò che so o che ho già visto su questi 5 paesi: Italia Benin Cambogia Nepal e Brasile”. Ha raccontato Fabio Lovino – “Un viaggio non turistico, un viaggio antropologico, sociale ed empatico durato un anno. E’ stato un anno intenso doloroso, gioioso, faticoso, per uno straordinario confronto con persone distanti per miglia, ma cosi vicine a noi, fondendo pensieri e culture. Un viaggio indimenticabile”.
WeWorld a seguito del terribile terremoto che ha colpito il Nepal ha deciso di dedicare la mostra fotografica “Mothers. L’Amore che cambia il Mondo” a tutti i bambini e le donne che in Nepal stanno soffrendo e hanno bisogno di aiuto.

Fonte: Ansa

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