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Montemurlo – Prato: domani il concerto-spettacolo “Chaka”

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Festival delle Colline

In a Different Way / In un Altro Modo

XXXIII edizione_26 giugno_26 luglio_2012
Colline della provincia di Prato

Spettacolo di Massimo Luconi dall’opera di Leopold Sedar Senghor

Mercoledì 18 luglio – ore 21.30 – ingresso 5 euro

Villa Giamari – Fornacelle – Montemurlo – Prato

CHAKA

Partitura poetica per voce recitante, canto, piano, tromba, percussioni, kora

Luca Lazzareschi (voce); Papi Thiam (percussioni, canto);
Madya Diabate (kora, canto); Mirio Cosottini (piano, tromba)

 Musiche originali: Mirio Cosottini, Maly Dialy Cissoko, Papi Thiam

Ideazione e regia a cura di Massimo Luconi

 

Festival delle Colline torna mercoledì 18 luglio nel giardino di Villa Giamari a Montemurlo – ore 21,30, biglietto 5 euro, in collaborazione con Teatro Metastasio Stabile della Toscana e Fondazione Dramma San Miniato – con  “Chaka”, concerto/spettacolo tratto dall’opera di Leopold Sedar Senghor.

Ideato e diretto dal regista e autore Massimo Luconi, “Chaka” è una riflessione sulla difficoltà della società italiana ad accettare “il diverso” e la ricchezza della dimensione multiculturale. Il progetto originale risale al 1990 (furono coinvolti, tra gli altri, Andrea Chimenti e i Beau Geste degli ex Litfiba Gianni Maroccolo e Antonio Aiazzi) e rappresenta una delle prime esperienze di commistione fra rock e world music, jazz e musica africana.

“E’ un percorso – spiega Luconi –  che da allora si è sempre più solidificato, in occasioni legate alla formazione e allo spettacolo. Fino ad approdare alla versione attuale, completamente diversa come struttura e come tipologia di narrazione, anche se la partenza è sempre Senghor e il testo di Chaka”.

Sul palco spicca la presenza di Luca Lazzareschi, tra i migliori attori del teatro italiano, oltre a musicisti di lungo corso come Papi Thiam (percussioni, canto); Madya Diabate (kora, canto); Mirio Cosottini (piano, tromba). Le musiche, originali, portano la firma di Mirio Cosottini, Maly Dialy Cissoko e Papi Thiam.

Alla ricerca di nuove possibilità espressive, “Chaka” è una tappa di un viaggio fra musica e teatro,  intorno alla poesia africana di lingua francese che, come nel caso di Senghor è una miniera  inesauribile, molto densa , fra tradizione africana e surrealismo europeo.

Attraverso la musica e con la parola poetica di Senghor, si entra nel mondo della negritudine, delle tradizioni ancestrali ma anche nei fermenti e nelle speranze deluse del grande continente africano. Un’Africa poetica e forte, colta e raffinata, diversa da quella stereotipata del folklore o dei drammi a cui è abituato il nostro immaginario occidentale. Lavorando sulla materia maggiormente lirica e visionaria, sul ritmo e sul linguaggio, l’elemento musicale diventa  parte integrante del tessuto drammaturgico dello spettacolo, nel quale si uniscono il canto, la parola e l’immagine, in un intreccio di “generi” dove le categorie stilistiche e le frontiere linguistiche tendono ad annullarsi per approdare ad un utopico ma affascinante progetto di comunicazione globale.

In sostanza, uno spettacolo essenzialmente musicale dove gli strumenti non debbono accompagnare le poesie ma esprimerle in una alchimia di ritmi, di suoni e di voci.

Papi Thiam è tra i maggiori percussionisti e vocalist di tradizione africana, da tempo residente in Italia, ha suonato con i più importanti jazzisti italiani e europei. Madya Diabate è un giovane talento, erede di una antica famiglia di griot di un villaggio del sud del Senegal, dall’incontro con Mirio Cosottini, talentuoso performer e raffinato jazzista, nasce un’alchimia di melodie e di suoni che avvolgono irrimediabilmente, mettendo insieme strumenti  normalmente non abituati a convivere, che a volte ricordano Duke Ellington a volte antiche cantate settecentesche di Telemann oppure misteriose nenie di civiltà perdute.

“Anche questa volta da parte mia c’è l’impegno e la riflessione sulla nostra cultura e il rapporto con l’altro – dice Luconi – siamo così immersi nella cultura di cui facciamo parte e che ci fa sua parte, attraverso la quale guardiamo, udiamo e pensiamo e ci regoliamo che essa ci appare del tutto naturale. Invece è solo uno dei mondi possibili”.

 

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CHAKA – Re del popolo Zulu ed eroe violento di un conflitto con i conquistatori europei avvenuto alla fine del ‘700, è il protagonista di uno dei primi romanzi della letteratura africana, scritto da Thomas Mofolo nel 1910. Un personaggio che la tradizione orale ha imposto, da subito, nell’immaginario collettivo dei popoli africani, simbolo di ogni progetto di riscatto.

 

SENGHOR – Raffinato poeta di lingua francese, presidente, cattolico, di un paese a maggioranza musulmana come il Senegal, dal 1960 fino al 1980, Leopold Sedar Senghor, è stato uno degli intellettuali  più in vista della rinascita culturale e politica  del continente africano. Senghor è stato anche un profondo studioso della cultura italiana ed è  stato ospite più volte di Firenze e del Sindaco La Pira al quale era legato da una fraterna amicizia e affinità culturale e religiosa. Proprio in Palazzo Vecchio durante i convegni interculturali sulla pace, organizzati da La Pira, Senghor ha pronunciato alcuni tra i  più importanti discorsi sulla negritudine.

Senghor si riappropria ed elabora il personaggio di Chaka come simbolo della liberazione contro la schiavitù e precursore della lotta per l’unità africana; ne amplifica la figura in chiave evangelica, a metà tra un martire cristiano e Orfeo che discende negli inferi della negritudine, costruendo una breve ma intensissima parabola di raffinata struttura linguistica.

Il lirismo di Senghor e l’originalissima costruzione drammaturgica, che unisce la forza della tragedia e la raffinata struttura poetica alla semplicità della cantata popolare, collocano questa opera al di fuori di ogni schematismo di genere, in un contesto di teatro epico di toccante spiritualità.

 

PROSSIMI APPUNTAMENTI FESTIVAL DELLE COLLINE 2012

Venerdì 20 luglio a Cantagallo (5 euro) Alexian Santino Spinelli e la sua musica di origine Rom, che assorbe tradizioni balcaniche e flamenco spagnolo, jazz manouche e tante altre influenze.

Altra produzione originale del Festival, il “Fuoricasta Rock Gala” di Massimo Altomare e Saverio Lanza, lunedì 23 luglio all’Arena Parco Ferri di Vaiano (ingresso libero)

Chiudono giovedì 26 luglio al Parco dell’Albereta di Mercatale di Vernio (ingresso libero) i Presi per Caso, collettivo musicale e artistico formato da detenuti ed ex-detenuti del penitenziario di Rebibbia.

 

DRUSILLA FOER PER FESTIVAL DELLE COLLINE: GUARDA LO SPOT!

Tra i personaggi più colti e raffinati del cinema e della tv, Drusilla Foer ha realizzato un meraviglioso e divertente spot per sostenere Festival delle Colline 2012, a testimonianza della sua vicinanza nei confronti del tema trattato. Da non perdere, www.festivaldellecolline.com!

 

PREVENDITE? NO GRAZIE, PRENOTO!

Viste le positive esperienze degli ultimi anni, i biglietti del Festival delle Colline non sono disponibili attraverso i circuiti di prevendita. E’ possibile prenotarli sul sito ufficiale www.festivaldellecolline.com e ritirarli la sera stessa degli spettacoli, senza aggravio di spesa.

 

CREDITS

Festival delle Colline è organizzato da Comune di Poggio a Caiano in collaborazione con Regione Toscana e Provincia di Prato, Comuni di Prato, Carmignano, Montemurlo, Vaiano, Vernio e Cantagallo. Con il contributo di Cooperativa Humanitas, Estra S.p.A Prato, A.S.M S.p.A. Prato, Publiacqua, Coop-Bisenzio Ombrone. Direzione artistica di Silvia Bacci per Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci.

 

Info spettacoli e prenotazione biglietti

Tel. 0574 531828  i.aiazzi@centropecci.itwww.festivaldellecolline.com

 

Ufficio stampa

Ivan Aiazzi:  i.aiazzi@centropecci.it

Marco Mannucci: mannucci@dada.it

Uff. stampa nazionale: Big Time – pressoff@bigtimeweb.it

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