MISTERO DELLA CAMPAGNA ROMANA IN SCENA A RONTA

“Un mistero della campagna romana” per la regia di Matteo Cecchini, è stato il secondo incontro dei “Racconti del Focolare” organizzato dalla compagnia teatrale “Non faremo molto rumore per nulla” presso Villa Pananti Liccioli, a Ronta, nel weekend scorso. La storia, scritta da Anne Crawford si svolge a Roma e… qui ci fermiamo. Perché incontriamo la narrazione entrando nella villa, uno dietro l’altro, circa quindici spettatori in tutto, compresi due ragazzini, e vogliamo riproporvela così come l’abbiamo vissuta noi. Dopo aver percorso un breve ed oscuro corridoio, ci troviamo davanti un lungo tavolo apparecchiato, tovaglia bianca e tazze da tè con cucchiaini e biscottini, di fronte un caminetto scoppiettante, sulla sinistra un lettino da medicheria e un lavabo. Un uomo e una donna, che poi scopriremo i protagonisti della storia, Martine e Marcello, interpretati da Lara e Antonio, siedono di fronte a noi spettatori, dando le spalle al fuoco, le luci sono soffuse. Una giovane attrice, Stefania, ci fa scegliere bustine di infusi o tè da un vasto assortimento posto in una scatola, poi Benedetta versa l’acqua bollente e Martine, vestita da un chiaro abito evanescente comincia a narrare, mentre il suo compagno, lo scultore Souvestre, tace, come assorto, distante e noi sorbiamo il tè, magari inzuppandoci un biscottino. Qui la narrazione avrà due voci, prima ci sarà il lungo monologo di Martine, seguito, mentre essa è esanime in un lettino, dall’amico Souvestre. Scopriremo, durante il racconto della giovane, che il suo amato Marcello, compositore pieno di talento, ha trovato una villa nella campagna romana dove va a risiedere per trovare la giusta ispirazione per la sua musica, raggiunto poi  dalla stessa Martine, che è innamorata pazzamente di lui. La vicenda poi aumenta il suo ritmo, Martine, anche lei pittrice di successo, torna a Roma, perché deve lavorare e terminare un suo quadro. Ma la salute della giovane subirà un tracollo, mentre il giovane Marcello sarà sedotto, nella sua villa “Vigna Marziali” da Vespertilia, vampira interpretata dalla credibilissima Sara, che sputerà persino sangue dalla bocca. L’inquietudine serpeggia tra il pubblico mentre le suore si occupano di Martine ammalata, e quando questa si getta sul lungo tavolo, ad un palmo di naso dagli spettatori attoniti, inscenando delle convulsioni, queste sono talmente ben interpretate da sembrare reali. E non dimentichiamo il losco guardiano che porta il cibo a tavola, fingendo di apparecchiare, con modi rozzi e lo sguardo torvo. Certo l’acme è raggiunto quando la sensuale e impalpabile Vespertilia abbraccia, camminando sul tavolo, l’emaciato e sfinito Marcello, interpretato da Brian. E se il finale apparirà scontato, come da trame di questo genere, certo scontata e mai banale è la ricostruzione scenica della storia, l’uso sapiente delle luci e degli attori. Bravi gli interpreti, bravo il regista che con questo secondo appuntamento ha saputo regalare agli spettatori un brivido. Vero.

Francesca Lippi

La foto è tratta dal profilo Facebook della compagnia teatrale “Non faremo molto rumore per nulla”

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