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Misna chiude: chi può salvare l’agenzia di stampa?

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Evidenziamo oggi una notizia sconcertante: l’agenzia di stampa missionaria Misna, dopo 18 anni di attività, chiude. Misna è sempre stata impegnata nel “dare voce a chi voce non ne ha” attraverso le esperienze dei missionari che vivono negli angoli del mondo più emarginati, nelle periferie più squallide e sperdute. (F.L.)

I giornalisti di Misna hanno scritto a Papa Francesco per chiedere aiuto. Riportiamo per intero la loro lettera sperando che il Santo Padre sostenga chi non vuole fermarsi e continuare a sostenere, attraverso una corretta informazione, gli ultimi del mondo.

Caro Papa Francesco,

siamo i giornalisti della MISNA, quella piccola agenzia di stampa dei Missionari che da quasi vent’anni racconta le “periferie” della tua amata Africa, dell’Asia, dell’America Latina. A pochi giorni dal Natale, il prossimo 31 dicembre, questa ‘voce degli ultimi’ rischia di spegnersi. Con una decisione per noi drammatica e incomprensibile, un gesto che chiude simbolicamente la Porta Santa che tu hai voluto aprire a Bangui, le congregazioni missionarie proprietarie della Misna (Missionari Comboniani, Missionari della Consolata, Pontificio Istituto Missioni Estere, Missionari Saveriani) hanno deciso di sospendere le pubblicazioni.

Erano state loro, le stesse Congregazioni, animate da un missionario speciale, Giulio Albanese, a creare nel dicembre 1997 questa piccola, grande, realtà della comunicazione missionaria. Se diamo un satellitare a ogni missionario, nel più sperduto angolo della Terra – dal Congo alla “Fin del Mundo” – avremo un racconto del mondo davvero unico, libero e ispirato, questa era l’idea da cui siamo nati e che riteniamo oggi ancora e più che mai attuale e necessaria. Con amore e dedizione, da allora ci battiamo per cambiare, a modo nostro, la maniera di fare informazione.

Oggi, però, gli Istituti missionari proprietari della Misna si dicono “stanchi”, demotivati, così schiacciati dalle spese e “privi di energie” da ritenere inutile la sopravvivenza della loro stessa creatura. Sarebbe un errore grave: senza MISNA a pagare saranno le giovani Chiese, le periferie, la società civile che invoca una giustizia sociale senza cui non può esserci Pace. E l’idolo del denaro spegnerebbe la voce dei poveri.

In tutti i modi abbiamo pregato l’editore di sedersi attorno a un tavolo e trovare con noi una soluzione. Ci siamo offerti di continuare a lavorare tagliando i nostri stipendi, provando a fare di tutto, insieme – noi laici al fianco dei missionari – per far sì che la Misna vada avanti! Ma non siamo stati ascoltati.

Caro Francesco, ascoltaci tu.

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1 Commento su Misna chiude: chi può salvare l’agenzia di stampa?

  1. Ernesto Bodini // 11 Gennaio 2016 a 23:52 //

    Gentili Colleghi,la chiusura della vostra Agenzia Stampa è uno sconcerto per tutti, sia perché viene a mancare una voce del giornalismo internazionale che per il posto di lavoro a… rischio. Penalizzare il vostro contributo significa spegnere la luce a chi vuol vedere e conoscere per difendere i drammi umani. Vi auguro che la vostra voce possa essere colta da chi ha potere, che dovrebbe non essere privo di quella sensibilità a garanzia del diritto-dovere della buona informazione, affinché il mondo intero possa farsi carico dei più infelici e diseredati, sotto lo sguardo attento e caritatevole di quei missionari votati a tutelare la loro vita e la loro dignità. E questo anche grazie al vostro prezioso contributo. Esprimo i più fervidi auguri per una rapida soluzione, unitamente alla mia più profonda cordialità. Ernesto Bodini (giornalista scientifico – Torino)

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