Mini -guida al prestito personale

Mini -guida al prestito personale

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I prestiti personali sono ormai una pratica bancaria ampiamente diffusa tra tutti i cittadini, essi permettono a chiunque voglia di poter prendere in prestito una somma da una qualsiasi a patto che, però, ci sia la certezza che i richiedenti restituiscano i soldi con aggiunto un determinato tasso di interesse, insomma che essi siano solventi. Ne avrete già sicuramente sentito parlare e non mi tratterrò molto sullo spiegarvi come funzionano. Quello che voglio fare oggi, invece, è dare dei consigli utili, una sorta di guida divisa in 6 punti per chiunque sia intenzionato a chiedere un prestito ad una qualsiasi banca e che quest’ultimo sia il più conveniente e vantaggioso possibile.

Innanzitutto la prima cosa da fare è non rivolgersi unicamente alla banca in cui avete il vostro conto corrente, ma cercare piuttosto di informarsi in più banche dato che le opzioni di prestito sono molto versatili e differenti tra una banca e l’altra ed alcune di queste opzioni garantiscono prestito personale  senza neanche essere costretti a spostare il proprio conto corrente, come nel caso di IBL Banca.

Prestare inoltre attenzione non soltanto al TAN (Tasso Annuo Nominale), che corrisponderebbe agli interessi da fornire alla banca in aggiunta ai soldi che vi ha prestato, ma anche alle spese accessorie che sono dei costi aggiuntivi a vostro carico legati ai servizi necessari alla gestione del vostro prestito.

Nelle spese accessorie possono essere comprese:

-Le spese di istruttoria
-Le spese di incasso e gestione rata

-L’imposta di bollo/sostitutiva sul contratto

-Spese di chiusura della pratica
-Il costo per le singole comunicazioni periodiche

-Il costo di un’eventuale assicurazione

Se si vuole fare una media precisa tra TAN e spese accessorie si consiglia, quindi, di utilizzare e controllare il TAEG che effettua un confronto preciso e riassume in valore percentuale il costo reale di un prestito consentendo, così, di capire immediatamente la convenienza del finanziamento.

Controllare sempre se sia presente la possibilità di ricorrere a polizze assicurative.

Esse, con una percentuale aggiuntiva da pagare nelle rate (di solito sotto al 6%), garantiranno alla persona che ha richiesto il prestito di essere “coperta” in caso di situazioni difficili come malattie gravi, indisponibilità di fondi per continuare a pagare le rate o perfino, in alcuni casi, il decesso.
L’assicurazione, in tali circostanze provvederà lei stessa a coprire le spese delle rate e vi garantirà così tutela dal rischio insolvenza.

Molte banche rendono obbligatorie queste polizze assicurative sopratutto con i cosiddetti “soggetti a rischio” (vale a dire rinomati cattivi pagatori o quelli senza occupazione fissa) e in caso di prestito con “concessione del quinto”. Ci sono anche banche, però, che rendono queste polizze obbligatorie con prestiti di alte cifre ma questo dipende dalla politica della banca stessa.
A parte questi casi eccezionali la polizza è facoltativa ma altamente consigliata.

Se possibile, segnala un tuo garante, questo faciliterà la possibilità che la tua richiesta di prestito venga accettata.
La preoccupazione di tutte le banche, riguardo ai prestiti, è che questi poi non vengano restituiti e dunque la presenza di qualcuno che ponga la sua firma sul contratto di prestito in qualità di fideiussore è un’ulteriore garanzia per la banca sul regolare pagamento delle rate da parte del cliente.

L’ultimo, ma non meno importante, punto è di tener sempre d’occhio la somma totale della rata mensile che non deve oltrepassare mai il 30% del reddito mensile, altrimenti il rischio d’insolvenza è troppo alto.

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