Non è ancora chiaro se le concentrazioni fortemente aumentate di terre rare nell'acqua siano dannose (immagine simbolica). Keystone / Urs Flueeler
Nelle acque di Zurigo sono state misurate microcontaminazioni con metalli del gruppo delle terre rare, in particolare il gadolinio, utilizzato in medicina come mezzo di contrasto nella risonanza magnetica.Per due anni, studiosi e studiose dell’Istituto di ricerca sull’acqua Eawag, insieme al Centro Ecotox, hanno esaminato gli scarichi degli impianti di depurazione e i corsi d’acqua nel canton Zurigo. Hanno trovato gadolinio in una concentrazione fino a 1’000 volte superiore rispetto alla sua normale presenza nell’acqua, in particolare negli scarichi degli impianti di depurazione. Ciò è dovuto al fatto che il gadolinio – dopo essere stato somministrato ai pazienti e alle pazienti per le risonanze magnetiche come mezzo di contrasto – dopo l’esame in ospedale viene escreto tramite l’urina. Tramite il gabinetto e l’impianto di depurazione, il gadolinio finisce così nel ciclo dell’acqua. Non è ancora chiaro se le concentrazioni fortemente aumentate nell’acqua siano dannose. “Si sa ancora molto poco sull’ecotossicità di queste terre rare”, afferma il ricercatore Ralf Kägi dell’Eawag. Esistono già idee su come impedire al gadolinio di finire nelle acque: in collaborazione con un ospedale, presto dovrebbe iniziare un progetto pilota che prevede l’utilizzo di sacche per l’urina da fornire ai e alle pazienti dopo una risonanza magnetica, il che dovrebbe ridurre il gadolinio nell’acqua del 50-60%.
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- L’articolo di SRF
Il comunicato dell’Eawag