Ultime

“Mia madre e altre catastrofi” di Francesco Abate conquista Cagliari

Tutto esaurito al Teatro delle Saline per la presentazione del nuovo libro di Francesco Abate. Tra tante risate, spazio anche per pensieri seri: la malattia, il trapianto e la riconoscenza per i donatori di organi e le loro famiglie.

Pin It

di Marcella Onnis

Giovedì scorso, 10 marzo 2016, Francesco Abate ha presentato per la prima volta a Cagliari, con uno spettacolo al Teatro delle Saline, il suo nuovo libro “Mia madre e altre catastrofi”. Com’era prevedibile, l’evento ha richiamato molti lettori-spettatori, anche se forse né l’interessato né gli organizzatori (Prometeo AITF Onlus e Teatro delle Saline-Akròama, in collaborazione con Vanilla Service ed Einaudi) si aspettavano di veder tutti occupati gli oltre 350 posti disponibili.

Giuseppe Argiolas della Prometeo aitf onlusLo spettacolo è stato introdotto dal saluto di Giuseppe Argiolas, presidente della Prometeo AITF Onlus, associazione di trapiantati di fegato e pancreas della Sardegna alla quale, per l’occasione, sono stati devoluti i proventi delle vendite dei libri. Il presidente Argiolas ha subito ringraziato l’autore e sua madre, protagonista della sua ultima creatura letteraria, perché «le cose che ha insegnato a Francesco sono rimaste e sono anche in questo libro». Altrettanto importante il ringraziamento rivolto al dott. Fausto Zamboni, il chirurgo che, con un trapianto di fegato, ha riportato alla vita lui, Francesco Abate e tantissimi altri pazienti (il cui numero sta per raggiungere quota 300, guardando solo a quanto ha realizzato in Sardegna con la sua équipe). Parlando anche a nome loro e della Prometeo, Argiolas ha ricordato che è al dott. Zamboni che devono «il fatto di essere qui a raccontarsi». Un infinito grazie l’ha rivolto, però, anche «alle tante famiglie sarde che ci hanno permesso di continuare a vivere», ossia alle famiglie di quei «donatori di vita» cui Abate ha dedicato questo libro, con un pensiero particolare per la sua donatrice Cinzia. E l’applauso caloroso che è seguito è servito a confermare che la cultura della donazione in Sardegna esiste: c’è solo bisogno di rafforzarla.

Al termine di questo saluto iniziale, sulla sala è calato il buio per poi rivelare, una volta scostato il sipario, un interno cucina con un maxi schermo sul retro. Perché lo spettacolo non poteva che iniziare con uno degli episodi della web serie diretta dal regista Peter Marcias che ha accompagnato il lancio del libro. La versione integrale della clip è stata resa pubblica per la prima volta proprio al Teatro della Saline ed è ora disponibile sul sito di Donna Moderna, mentre su Youtube si trova questa versione ridotta:

Il pubblico ancora rideva per lo sketch quando è partita la sigla composta dal maestro Stefano Guzzetti e Francesco Abate ha fatto il suo ingresso sul palco. Davvero irresistibile, infatti, il “diabolico” duo Mariella Pisano – Piera degli Esposti, rispettivamente madre di Abate nella vita e nella finzione. Le sorprese sono cominciate subito con un video-messaggio registrato proprio dall’attrice: «Voglio salutare tutte le mamme di questa Sardegna che amo tanto. Ne ho fatto una con affetto perché mi è sembrata molto guerriera, come tutte voi, e a me piacciono le donne guerresche. Grazie».

Piera degli Esposti è un’attrice straordinaria, ma chi si è assunta il compito di interpretare Mamma Mariella sul palco del Teatro delle Saline non l’ha fatta rimpiangere: Francesca Saba è stata eccezionale, riuscendo a calarsi perfettamente nei panni non solo della protagonista femminile ma anche dei due figli maschi, Francesco e Giuseppe, e della nuora Grazia. Tutti rappresentati con credibilità, intensità e molta ironia. Non si rammarichi troppo, però, chi si è perso questa serata perché i due Francesc’, Abate e Saba, faranno insieme il tour che porterà “Mia madre e altre catastrofi” in giro per la Sardegna, con varie tappe anche nella Penisola (qui le date già fissate). E con loro ci sarà pure il famigerato battipanni, la cui importanza è nota a chi ha già letto il libro o è, almeno, cresciuto con questo spauracchio.

Abate, Saba, Medda e CullinLa comicità iniziale si è rivelata solo un aperitivo quando in scena sono comparsi gli attori Massimiliano Medda e Jacopo Cullin, svelando finalmente la misteriosa identità dei due “cuginiMassimiliano della Marina e Jack del CEP la cui partecipazione era stata annunciata durante la promozione dell’evento.

Com’è facile intuire anche per chi ancora deve affrontare questa lettura, tema portante è stato l’educazione impartita da Mamma Mariella ai suoi tre figli (Francesco, Giuseppe e Anna), un’educazione all’antica, come si usa dire per significare severa, molto severa. Per fugare ogni dubbio, Abate ha spiegato che, comunque, sua madre non è come la descrive: «Mamma è peggio». Però, ha spiegato, questa educazione tanto rigida – quella del «battipanni appeso alle pareti» che, come ha ricordato, hanno conosciuto i nati dagli anni ’60 agli anni ’80 – «ha portato buoni frutti». Non altrettanto, a suo parere, ha invece saputo fare il metodo educativo adottato da questi figli divenuti a loro volta genitori dagli anni ’90 in poi: «Abbiamo fatto danni», ha ammesso divertito e divertente, ma è probabile che chi conosce sua figlia Giulia possa ridimensionare la portata di quest’affermazione.

Francesco Abate al Teatro delle salineIl parallelo tra ieri e oggi è stato, ovviamente, un altro leit-motiv: sia Francesco Abate che Massimiliano Medda, suo compagno di banco alle elementari, hanno rimarcato come oggi i genitori accompagnino abitualmente i figli a scuola dai primi anni delle elementari fino al diploma o quasi, mentre quando bambini erano loro, i genitori si preoccupavano di insegnare la strada per la prima volta e poi toccava a loro ricordarla e percorrerla a piedi. La motivazione che usualmente giustifica questo cambiamento è che “la città oggi è più pericolosa”, ma dalle loro testimonianze è apparso chiaro come pericolosa lo fosse pure 50 anni fa. Una differenza, però, secondo Medda effettivamente c’è: «Oggi il pericolo è fuori; ai nostri tempi era all’interno: il pericolo era la maestra». Perché i loro tempi, come quelli di molti di noi, erano ancora i tempi in cui i maestri potevano permettersi di dare scappellotti (in sardo pappine, zugadasa, ecc..) agli studenti senza paura di beccarsi una denuncia e in cui gli alunni crescevano perfettamente sani ed equilibrati pur avendo subito punizioni e persino bocciature. Ed erano anche i tempi in cui se il maestro alzava le mani per punire l’allievo, questo, tornato a casa, verificava in modo empirico l’esistenza del poco noto e ormai superato quarto principio della termodinamica per cui a ogni azione punitiva scolastica corrisponde(va) una reazione domestica pari e concorde. Perché all’epoca il maestro, come mamma e papà, aveva sempre ragione. A confermarlo è stato anche il più giovane Jacopo Cullin: «Mia mamma non era gelosa, non diceva “Il figlio è mio, lo picchio solo io”. Era generosissima…», ha raccontato tra risate del pubblico in stile “Mal comune, mezzo gaudio”. Come ha dimostrato Massimiliano Medda con un aneddoto reale, tanto esilarante quanto eloquente, quelli attuali sono, invece, tempi in cui, di norma, il maestro ha sempre torto e i figli sempre ragione, almeno fintanto che non contestano il genitore.

Chiarita la “parentela” tra Checco e Massi, restava da capire cosa legasse il primo dei due al cugino Jack, visto anche che li separano circa vent’anni. Ebbene, il loro è un legame di sangue… da surre (botte in sardo italianizzato). Entrambi hanno sperimentato, infatti, il bullismo prima che fosse battezzato come tale, come ha ricordato anche Massimiliano Medda, altra illustre vittima di questa pratica. Questi ricordi un po’ grotteschi sono stati anche occasione per divulgare uno scoop: il compagno di scuola che ha inferto a Jacopo Cullin le botte più sonore è stato il calciatore Andrea Cossu, ex del Cagliari e ora nella rosa dell’Olbia.

Francesca Saba in Mia madre e altre catastrofiChiaramente, lo spettacolo ha avuto pure alcuni momenti seri, il più toccante dei quali incentrato sull’esperienza della malattia (l’epatite C) e del trapianto. Lo scrittore ha ricordato i sacrifici di sua madre per seguire «nelle patrie corsie» degli ospedali sia il marito Gabriele, portatole via ancora giovane dalla malattia, che il figlio maggiore, rinato a nuova vita ma dopo grandi sofferenze e paure. Per questo, ha affermato Abate, «Una mamma così ve la auguro a tutti». La delicatezza di Francesca Saba, lasciata sola sul palco, e l’ironia agrodolce delle pagine di Abate hanno reso sostenibile per tutti il peso emotivo di questo drammatico frammento di vita. E dolce sarà, quindi, persino ricordare, a mo’ di monito, le ultime parole di Gabriele, spirato tra le braccia del suo secondogenito Giuseppe: «Sono stato un uomo molto fortunato». Parole che ci fanno sentire piccoli piccoli per tutte le volte in cui ci siamo lagnati per cose che, a ben guardare, erano solo sciocchezze.

Gli applausi finali hanno ben comunicato il senso di gratitudine del pubblico per ciò che, con quest’ora di spettacolo più un abbondante bis, gli artisti hanno saputo donare. E sì, proprio di dono si può parlare, perché non c’è niente di più bello che riflettere – e imparare – ridendo.

Mia madre e altre catastrofi a CagliariA fine spettacolo Abate ha voluto ringraziare, in particolare, Lelio Lecis e la sua compagnia Akròama per aver concesso, nonostante le difficoltà che stanno attraversando, «la sala del Teatro delle Saline in amicizia» (e in grande amicizia ha fornito il suo eccellente supporto anche Vanilla service). Lo scrittore ha poi chiamato sul palco i tre compagni di viaggio – Saba, Medda e Cullin – come pure Peter Marcias, Stefano Guzzetti, Rafaella Vinci (con una sola “f”, non è un refuso) di Vanilla service e Pino Argiolas della Prometeo. Per ultima e a gran richiesta ha calcato il proscenio, munita del fedelissimo battipanni, anche Mamma Mariella, rimasta schiva e riservata anche dopo esser stata investita da questa non cercata celebrità. Un bel sorriso e un grande carisma, anche quando non parla. Chapeau bas, madame Pisano!

 

Le bellissime foto sono di Dietrich Steinmetz, che ce ne ha gentilmente concesso l’utilizzo

Pin It

2 Commenti su “Mia madre e altre catastrofi” di Francesco Abate conquista Cagliari

  1. Bellissimo articolo che rispecchia a pieno le emozioni le risate e la punta di lacrime. Complimenti

  2. Grazie di cuore, Anna! Abbiamo vissuto una serata speciale

Scrivi un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


*