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Raccontonweb: “Mercoledì, 1° settembre” di Silvia Sanna

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Mercoledì, 1° settembre.


Il cielo è una poesia tra il verde e il blu questa sera. E Cagliari è bella per chi arriva dal mare.

Eppure è chiaro che non scenderai nemmeno dalla prossima nave, così questo cielo andrà sprecato; l’intera città andrà sprecata, per l’ennesima volta.

Ho cambiato panchina: certi turisti sono troppo rumorosi, mentre a me piace aspettare in silenzio. E poi il silenzio mi serve per ricordare.

La memoria gioca strani scherzi: ogni giorno cancella piccoli frammenti del passato, ma di tanto in tanto concede immagini, suoni o profumi e stenti a capire se davvero si tratti di tuoi ricordi o siano sue dispettose invenzioni.

Così mi è tornata alla mente una passeggiata qua, lungo il porto, in cui tu mi dicesti che la vita è come un puzzle: ti accorgi se manca un pezzo solo quando arrivi alla fine. Adesso sono certa che quella sera ci fossero le bancarelle in via Roma e un leggero odore di zucchero filato.

Ho cambiato di nuovo panchina: troppi sguardi addosso.

Lo so che i passanti mi osservano e si chiedono se io sia una barbona – ogni giorno su queste panchine, poi si sa che i barboni sono abitudinari – però si vede che non ne sono troppo convinti. È per via delle scarpe, suppongo.

(Quando tornerai ti capiterà spesso di vedere da lontano una signora ben vestita – con la pelliccia, abiti fini, gioielli vistosi e un rossetto rosso acceso – che ti sembrerà una ricca professoressa d’altri tempi in pensione; poi un giorno ti passerà vicino e ti accorgerai che i suoi abiti sono vecchi e sporchi, i gioielli finti e il rossetto sbavato. Io l’ho capito dalle scarpe – sformate e consumate – che il destino un giorno può decidere di toglierti tutto quello che ti ha dato e a quel punto non c’è trucco che riesca a mascherare le rughe della disgrazia. Mi è quasi venuto da vomitare.)

Dunque i passanti mi guardano e alla fine concludono che ho qualche rotella fuori posto: anche i pazzi possono essere abitudinari.

Si sta facendo tardi: anche per oggi è ora di andare. A presto, amore mio.

Silvia Sanna

Ex professionista ed ora cuoca con la passione per la scrittura

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