Membri di una ONG presentano nel giugno 2022 una petizione alla Cancelleria federale per chiedere che tutte le persone ucraine rifugiate ottengano lo statuto di protezione S. Keystone / Alessandro Della Valle
Lo statuto di protezione S era considerato un aiuto poco burocratico per tutte le persone ucraine in fuga dalla guerra. Ma la Svizzera sta ora restringendo i criteri per ottenerlo: chi proviene dall’ovest del Paese difficilmente ottiene ancora l’asilo. Una nuova prassi che suscita attenzione nel confronto europeo.
Da novembre, la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) nega lo statuto S alle persone provenienti da sette regioni dell’Ucraina occidentale. Secondo SRF News, la Svizzera è così più severa della maggior parte degli Stati dell’UE, che continuano a garantire protezione a tutte le persone ucraine. Sebbene anche nell’ovest si verifichino attacchi aerei, il Parlamento considera queste zone sicure e il ritorno esigibile.
I timori di un sovraccarico delle strutture d’asilo si sono rivelati infondati: il SEM non ha registrato finora domande d’asilo successive ai provvedimenti di allontanamento. Molte persone interessate proseguono semplicemente verso altri Paesi europei, dove lo statuto è più facile da ottenere. La Svizzera si alleggerisce così soprattutto trasferendo le persone richiedenti protezione negli Stati vicini.
Dalla regione occidentale della Transcarpazia, le richieste si sono dimezzate dopo il cambiamento di prassi. Secondo il SEM, questo calo del 50% rappresenta un successo nella lotta agli abusi, poiché da quell’area provenivano in precedenza numerose richieste con documenti falsificati.
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