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Medici scrittori in libreria

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Poesie, narrativa, saggistica e racconti a “confronto” come esperienza di vita professionale e culturale

di Ernesto Bodini
(giornalista scientifico)

Continua l’attività culturale dell’Associazione Medici Scrittori Italiani (A.M.S.I.) nel suo itinerante percorso culturale, volto a far conoscere e a diffondere le opere dei propri soci che, tra una visita e l’altra, si dedicano a componimenti poetici, stesura di romanzi nel vorticoso coinvolgimento della narrativa e della saggistica, quasi a voler… completare la loro formazione culturale.

primo piano di Patrizia ValpianiEcco che l’A.M.S.I. condivide e sostiene questi intenti con incontri conviviali nel corso dei quali ogni autore porta con sé la propria produzione per esporla ad un pubblico sempre più curioso e in qualche modo coinvolto, come il recente AMSI DAY, coordinato dalla presidente Patrizia Valpiani (nella foto), che si è tenuto in questi giorni a Torino nella libreria Belgravia di via Vicoforte 14, dove alcuni medici-scrittori hanno offerto al pubblico la lettura di parte dei loro brani. Tra questi Gianfranco Brini, medico bergamasco ma torinese di adozione, che scrive da oltre tre lustri di poesia, narrativa e saggistica e ha dato sfogo alla minuscola ma significativa “Fine di un amore”, brevi versi ricchi di sentimento d’altri tempi…

Maurizia Cavallero, una veterana dell’Amsi, ha dato lettura di alcuni passi di storia e critica d’arte richiamando alla memoria il pittore Giovanni Segantini, artista divisionista e al tempo stesso simbolista, tracciandone anche l’aspetto umano; per poi recitare la poesia “Il tuo silenzio”. Elena Cerutti, ormai nota per il suo romanzo-autobiografico “Lo sconosciuto”, del quale ne ha ripercorso il prologo con lettura non priva d’ansia ed ancora intrisa di palpitante emozione, quasi a voler rievocare gli aspetti più “significativi” del suo percorso esistenziale di donna, medico e madre. Franco Villa, un profondo poeta di ieri ma anche di oggi, un autore dall’accesa e toccante raccolta di versi che ne hanno dignitosamente “oscurato” il suo lungo percorso di medico psichiatria; un ritorno malinconico ma non privo di quella umiltà e saggezza che gli sono congeniali tanto che, con la recita della poesia “Le candele”, ha inteso simboleggiare le non meno importanti abitudini famigliari…

Ermanno Cottini, neo associato Amsi, ha oggi al suo attivo di pubblicazioni di poesia e narrativa, dando una breve lettura di qualche passo del suo racconto-romanzato “La ventitresima chiave” usando l’Arte come indizio del mistero, per poi recitare i versi de”Echi del cuore di Geode”. Il quasi novantenne (ma ancora brillante) Ezio Del Ponte ha rievocato la sua ultima pubblicazione “Emicrania e biliardo – Viaggio tra neuroscienze, emicrania e sport con un pizzico di filosofia”, un tema trainante per meglio concepire la “disabilità prestazionale emicranica”, intesa come transitoria compromissione del comportamento che va ben oltre l’inadeguatezza del “gesto” sportivo (ad esempio, dell’errore esecutivo manuale o calcistico, che pure di tale disabilità fanno parte).

Marco Gaddi, autore di più pubblicazioni, ha dato “sfogo” con simpatica ed eloquente esposizione al paradosso filosofico ricostruendo, ad esempio, una storia come quella de’ Lo scacco del barbiere”, una partita a scacchi che diventa metafora della vita e che fa da sfondo a personaggi stravaganti e alle loro storie, mai del tutto vere, in una straordinaria circolarità; un romanzo che è anche un racconto fantastico, dall’atmosfera farsesca e dall’ironia arguta. Ida Marcer è un medico che in realtà non ha mai scritto un libro, ma che ha al suo attivo una serie di racconti… Tra questi quello un po’ più “originale” riguarda l’odissea dei suoi originari cinque nomi di battesimo e, nel raccontarla, è stata una sorta di rievocazione di un percorso quasi kafkiano per confluire in un “gioco” di pseudonimi sino a determinare il suo nome “attuale” che i suoi nipoti pronunciano con molta semplicità e tanto affetto.

Marco Marchetto, estroso e poliedrico letterario, solitamente scrive racconti brevi e piccoli manuali di sopravvivenza “pronti per l’uso”; in realtà un modo simpatico per elargire suggerimenti tra l’astuzia e l’ironia. Enrico Riggi, ha scritto “Voglio morire in un giorno di sole”, un romanzo ambientato in Afghanistan, che narra la vicenda di un medico che viene rapito con altri colleghi e trasferito in una clinica dove vengono effettuati trapianti d’organo clandestini; un’opera che l’autore nel presentarla ha spiegato essere nata dopo aver lavorato in Africa a scopo missionario. Mario Tamburello, vincitore di un premio internazionale di poesia, da due anni compone versi in dialetto siciliano (con l’accortezza di affiancarne la traduzione in italiano), e nel recitarne alcuni ne ha “vivacizzato” il folklore, il pensiero e le tradizioni agrigentine in particolare tanto da suscitare la curiosità del pubblico.

Gino Torchio, dal 1984 scrive poesie, romanzi, narrativa e testi teatrali; ma sono le odi che hanno ispirato la sua vena letteraria mettendo in primo piano le molteplici realtà sociali di ieri e di oggi come nei versi de’ “Società di strada”, attente osservazioni del comportamento umano sempre più scoordinato e allo sbaraglio… Patrizia Valpiani, compone poesie, come atto d’amore, per la vita… Le sue idee si mantengono nel tempo a fronte della “distorsione” della quotidianità; una poetessa dal cuore toscano natio che palpita dando quell’impulso di emotività e… non privo di “internazionalità, giacchè i suoi versi sono anche in lingua francese.  Una sensibilità coinvolgente che si apprende dall’ode “Un po’ di pane”, dalla quale emerge il valore della dedizione per tutto ciò che può significare il tempo come misura esistenziale… Una carrellata, quella dei soci Amsi, che intende ripetersi e fare proselitismo non solo di iscritti, ma soprattutto di cultori del sapere dopo una giornata dedicata a lenire le sofferenze dei propri pazienti.

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