Nuovo appuntamento con la poesia di Bruno Guidotti che oggi ci offre un piccolo affresco di una mattinata qualsiasi. Aggettivi, come pennellate, si infrangono fluttuando tra gli scogli dei termini comuni per ricadere esausti, in un unico verso che condensa il sentimento del poeta: “Questo il me d’accanto sfiora/e questo con gioia mi accompagna“. Il disegno di copertina è dell’autore.

Per la sterrata strada,

dalla bagnata erba cinta,

al levare del giorno vado.

Nell’aria odori di fresche terre

e campi, che l’anima di fervore colma.

Un abbaiare di lontani cani l’udito

sfiora, quindi delle mucche il muggire

echeggia, mentre del letame

il lezzo, le nari offende.

Nei campi intorno semplici fiori,

rossi papaveri, e timide margherite

intente a predir gli amori.

Questo il me d’accanto sfiora,

e questo con gioia mi accompagna.

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