Maria Fida Moro lancia sos in rete: lasciatemi in pace!

Maria Fida Moro lancia sos in rete: lasciatemi in pace!

Scrivo questa mia dolorosa lettera su un vecchio quaderno dove qualcuno ha copiato, anni fa, “L’Infinito” di Leopardi. Poesia che bene si addice al mio stato d’animo sconfitta come sono dalla vita. Una volta ancora, ahimè, sono condannata a chiedere aiuto ed ospitalità a gentili persone per inviare nei popolosi cieli di internet il mio ennesimo Sos. Almeno sul limitare della esistenza terrena mi piacerebbe davvero tanto essere lasciata in pace e poter finalmente smettere di battermi invece – come al solito – sono relegata in trincea e devo combattere in favore della verità e del giusto significato. Il nocciolo del mio appello è il seguente. C’è chi, fin dalla scorsa primavera, ha posto in rete una specie di specchietto per le allodole, tramite il quale chiede e riceve soldi promettendo la mia presenza in eventi vari. Il paradosso è che l’unica condizione che io pongo per presenziare ad eventi che riguardino mio padre e la sua memoria è di farlo a titolo gratuito e senza nemmerno il rimborso spese. È immorale dunque gravemente scorretto e lesivo della mia immagine che qualcuno in malafede ed in modo falso e mendace guadagni indebitamente millantando il credito e offuscando la mia onorabilità. Io non ho uno staff, né una segreteria e faccio tutto da sola quindi se devo prendere un impegno lo faccio personalmente. Nessuno dunque è autorizzato o ha titolo per parlare a mio nome e tantomeno impegnarsi al posto mio. Invito chi fosse interessato a diffidare dai falsi profeti, dai sepolcri imbiancati, dai truffatori. Sono amareggiata e stufa di dovermi difendere mentre non sto facendo niente di male e cerco soltanto di esistere in pace vivendo ai margini e traversando la vita in punta di piedi. Nel nostro mondo marcio, che tutto inghiotte, sembra non esserci più posto per la gentilezza, la bontà, la comprensione e la ragionevolezza. Ciò non di meno, facendo appello ai buoni sentimenti, esprimo profonda gratutudine per chi ha ospitato questa disadorna segnalazione. È etico cercare di distinguersi dal male e fare il bene. Non voglio neppure immaginare di guadagnare un centesimo dalla tragica morte di mio padre Aldo Moro ed a maggior ragione non intendo che altri guadagnino, ma il termine esatto sarebbe rubino, a mio nome. Se intendono truffare ed operare furti lo facciano in proprio e lascino in pace mio padre e me. Abbiamo già pagato mio padre con la morte io con una vita orribile il diritto di esistere. Mi piacerebbe di più rinunciare a vivere ma mi perderei l’avvento dell’Apocalisse e la fine di questi tempi. Invece devo restare perchè voglio verdere i nuovi cieli e la luce che illuminerà il mondo nuovo. Intendo essere presente per applaudire la sconfitta delle tenebre e di coloro che perseguono, a vario titolo, il male. “Il male fiorisce dove chi può non fa il bene” ha lasciato scritto un anonimo del ‘600. E’ ora, straora, di rinnegare il buio ed avanzare verso le stelle.

Maria Fida Moro

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