Marco Conidi Live in Roma Rock City

 

 

 

Eccomi come promesso nella capitale, per assaggiare di persona e gustare l’alchimia, tra il  bravissimo cantautore romano Marco Conidi, la città di Roma e il suo pubblico di affezionati.

Innanzitutto da segnalare che questi ultimi, (tra cui mi ci inserisco io pure va) arrivavano da svariate parti della nostra Italia, ho incontrato chi veniva da Firenze, Milano, Napoli, San Sepolcro, chi approfittava per vedersi concerto e capitale e chi appositamente per lo show del Suonatore, così affettuosamente soprannominato, per via di una delle più belle canzoni del suo repertorio musicale. Ore 22:40 si spengono le luci mentre ancora qualcuno mangia (ops), ma è un minuto e  mentre la band sale sul palco per un’intro musicale è un lampo vedere tavolini spostarsi,  dimenticarsi del mangiare ed occuparsi soltanto delle birre fresche e catapultarsi sotto il palco.

All’inizio solo i più caldi e dopo scherzosa minaccia da parte di Marco & C. anche gli altri.

E’ subito alchimia tra i tre fattori, MARCO/ROMA/PUBBLICO. Il concerto di Conidi, sembra una funzione rock, e di vero rock si tratta. Sul palco con Conìdi suonano: Fabrizio Locicero, Riccardo Corso, Gianfranco Mauto, Daniele Natrella, Matteo Pezzolet e Giovanni Di Cosimo. Si vede un ottimo affiatamento da subito, l’inizio non poteva essere dei migliori, con IL MONDO NON E’ COLPA MIA, poi subito STELLA DI CITTA’ molto più rock stasera rispetto alla versione originale su disco, il pubblico è già caldo, nonostante una serata piuttosto umida e leggermente ventilata, l’alchimia continua arriva, E NOI QUI, la prima canzone Sanremese cantata n trio Con Bulgaro e Di Bella, ma la versione di stasera è completamente Conidiana e tanto per cambiare molto più rock, e che fa scaldare ancora di più i fans e soprattutto (e si vede), la band sul palco. Dopo i vari saluti e convenevoli agli Angeli Maleducati, così si chiamano i fans del Suonatore VINO ROSSO E CANDELE, introduce un momento intimo, arriva infatti la canzone NON E’ TARDI … tanti ricordi ,l’ultima presenza al Festival di Sanremo, forse il momento in cui il cantautore romano raggiunge l’apice del successo e qua si capisce di che pasta sia fatta Marco Conidi (che rockstar non lo è non lo vuole essere)…. La canzone viene quasi interrotta, a causa di una commozione live dell’uomo Conidi, che prende il sopravvento sull’artista (pensieri ma… se … ), non capitano spesso episodi intimi, così, davanti al tuo pubblico, capitano solo a quelli veri , e garantisco che Marco Conidi vero lo è (ne ho le prove ma di questo ne parleremo e leggerete tra qualche giorno, in una bella intervista che il cantautore romano mi ha rilasciato, in compagnia dei suoi amici di sempre). Il pubblico forse si aspettava più canzoni del primo Conidi, ma la bellezza del suo abbastanza vasto repertorio e soprattutto dei suoi testi, che sono racconti di vita di ogni fan,  fa sì che qualsiasi  cosa canti, va bene, tanto il suo pubblico le conosce a memoria.  Arrivano una bellissima DALL’ALTRA PARTE DEL FIUME, L’AMORE CHE VIENE (con la quale ha vinto il Premio Lunezia  per il valore musical letterario). E’ il momento delle sorprese salgono sul palco Edoardo Pesce e Giorgio Caputo ovvero due grandi attori ,che hanno avuto due importantissime parti nel cast di Romanzo Criminale la serie, ovvero Ricotta e Ruggero Buffoni, per un attimo lo stage del Rock City, si trasforma in un pezzo de L’Orchestraccia, orchestra itinerante che porta in giro, per  palchi italiani canzoni romane (in una versione completamente rivista e forse anche corretta) e momenti di bel teatro. Il finale è bollente, arrivano tutto d’un fiato C’E’ IN GIRO UN’ALTRA RAZZA (storica)- TI DO DI ME (splendida)e MIRACOLI NON SE NE FANNO (anche se stasera ne ho assistito ad uno ). Nel mezzo di tutto, poteva mancare il messaggio mandato dallo zoccolo duro dei suoi fans? I quali hanno fatto capire, che mancava  ANGELI MALEDUCATI, quella canzone, in cui ogni fan del cantautore romano, si identifica più di ogni altra. Un giorno forse non lontano, anche il grande pubblico si accorgerà che in Italia c’è ancora qualcuno che sa fare della buona musica, senza doversi vendere come prodotto di mercato, che ancora riesce a preferire di cantare per pochi, (anche se il sogno di tutti e di Marco è vederli crescere ), che in Italia il buon rock non lo fanno soltanto Vasco e Ligabue, ma soprattutto ribadisco che in Italia, se c’è in giro un’altra razza quella e solo quella è firmata dalle canzoni di Marco Conidi.

Roberto Roby Bruno 

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