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Marco Caruso, disabile dimenticato dalle istituzioni

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Riceviamo e, solidali, pubblichiamo un’altra lettera aperta di Marco Caruso:

 

Il sottoscritto disabile dimenticato dalle istituzioni…

 

Pistoia lì 17 GIUGNO  2015

 

LETTERA APERTA

 

ALLA CORTESE ATTENZIONE ALTE CARICHE ISTITUZIONALI, TERRITORIALI.

 

un disabile incatenato accanto a un cartello di protestaChi vi scrive è un Cittadino Italiano di Pistoia, Marco Caruso, invalido civile, dal 17 Aprile 2015 portatore di handicap con punteggio al 74% a mio avviso “ingiusto” con decurtazione di 27 punti in quanto precedentemente ero con totale e permanente inabilità lavorativa al 100%, portatore di handicap in situazione  di gravità, nato a Bologna 19/05/1959 C.F.CRS.MRC.59E19A.944N – C.I. rilasciata Comune di Pistoia n° AO8543622 il 03/09/2011 – scadenza 02/09/2021 – Residente a Pistoia (dal 1 Aprile 2015) Via dell’Ospizio, 5 indirizzo convenzionale email: “posta ordinaria” carusomarco202@gmail.com<mailto:carusomarco202@gmail.com> – cell.333.1537825

“La persona con disabilità è titolare di tutti i diritti umani e di tutte le libertà fondamentali appartenenti al vigente Diritto internazionale, nonché alle Costituzioni democratiche. Ogni persona con disabilità, quindi, deve essere messa nella condizione di prendere, in modo autonomo e con autodeterminazione, le decisioni che riguardano la condizione della propria esistenza, ossia deve avere la possibilità di portare avanti il proprio progetto di vita.

Così è sancito nella Convenzione delle Nazioni Unite e che lo Stato Italiano ha fatto suo con la legge 18/2009. La possibilità di pianificare le scelte che riguardano la propria vita, senza costrizioni o limitazioni ingiustificate da parte di terzi, è un diritto umano fondamentale di tutte le persone: esso è il diritto alla vita indipendente.

Una società che rende questo diritto una prassi quotidiana, non solo è estranea alla logica dell’assistenzialismo e della pura emergenza, ma attraverso politiche ed interventi individuali è capace di andare al di là di standard progettuali predefiniti per mettersi, invece, nella prospettiva della costruzione di opportunità, che, partendo dalla storia della singola persona, sono in grado di aprirsi a scenari rispettosi delle differenze di ciascuno.

Mi chiedo: cos’è che induce gli Enti locali a scelte tanto inevitabili che contrastano questo principio? La scusa che non ci sono più soldi è la più quotata, la più usata, quella che va più di moda diciamo, anche la più facile, perché si fa un mero elenco dei tagli e basta. Così l’Ente Locale, nascondendosi dietro l’alibi della scarsità delle risorse, determina un abbattimento dei costi di produzione dei servizi alle persone.

Questa “cultura del risparmio”, di cui gli Enti Locali arrivano per sino a vantarsi, in quanto fonte di risparmio nei loro bilanci, dove ci porterà? Risparmiare per loro vuol dire tagliare servizi che garantiscono una migliore qualità della vita alle persone disabili, una roba che fa accapponare la pelle, una logica, una cultura che ci fa arretrare ai tempi della seconda guerra mondiale o anche prima quando le persone disabili venivano caricate su grandi navi e mandate alla deriva, chissà quante di queste nasconde il mare.

Questo pensiero ci sconvolge? Quello che sta succedendo ora al presente, anche se in altre forme, è molto simile; i nostri Amministratori, vale a dire chi è preposto a salvaguardare i diritti dei cittadini, nascondendosi dietro alla frase “mancano i soldi” ci carica sulla barca e come Ponzio Pilato se ne lava le mani e proclama a voce alta “non sono responsabile di questi tagli, è la Regione, è lo Stato”, ma purtroppo in questo caso il popolo, vale a dire le persone disabili e le loro famiglie, non hanno più la forza di insorgere per far valere il proprio diritto alla vita, quello che consente alle stesse persone con disabilità e alle loro famiglie di avere quelle facoltà che permettono loro di essere autori del proprio progetto di vita, ed ecco che il barcone dell’indifferenza sul quale ci hanno caricato e dove stiamo stipati dal troppo affollamento, si allontana dalla riva, e noi rischiamo di essere dimenticati dalle Istituzioni, di affondare, mentre i nostri Amministratori si curano che i bilanci delle loro città quadrino, perché questo dà visibilità e fa conquistare consensi nelle varie classifiche.

 Marco Caruso

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1 Commento su Marco Caruso, disabile dimenticato dalle istituzioni

  1. Ho fede in Dio, e tutto il creato, la speranza è in me giorno dopo giorno, con grande umiltà, forza , coraggio, lotto non solo per i miei diritti, ma per garantire i diritti di ciascuno..sentiti ringraziamenti..Marco Caruso <<Pistoia<<

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