Malattia terminale e malattia inguaribile: le differenze

Malattia terminale e malattia inguaribile: le differenze

Negli ultimi tempi il concetto di malattia inguaribile si è fatto strada, anche tra coloro che non hanno mai avuto a che fare con questo genere di patologia. Molto spesso si sente utilizzare il termine inguaribile come fosse il sinonimo di terminale. Malattia terminale e malattia inguaribile sono invece due concetti diversi, che possono però in alcuni casi sovrapporsi. È importante poi comprendere che un paziente terminale non è incurabile, ma le cure che riceve sono palliative, non porteranno cioè ad una guarigione dalla  malattia.

                    

Cosa si intende per malattia terminale
Un paziente affetto da una malattia allo stadio terminale si trova in una situazione in cui le sue prospettive di vita sono assai brevi nel tempo. Le patologie che portano a questo stadio sono varie, lo stesso dicasi per le motivazioni che possono causare tale situazione. In molti casi il paziente terminale soffre di una patologia che è impossibile guarire con le conoscenze mediche oggi disponibili. Oltre a ciò, i medici curanti del malato  terminale sono in grado di stabilire, con una precisione che dipende dalla situazione, quale sarà la durata della vita del paziente, solitamente molto breve. In alcuni casi subentrano poi sintomi molto importanti, per i quali è possibile limitare gli effetti con le cure palliative.

Cosa si intende per malattia inguaribile
Le patologie inguaribili sono purtroppo molto numerose. Alcune sono inguaribili perché i sintomi ad esse correlati hanno compromesso alcune funzioni vitali del soggetto che ne soffre. In alcuni casi l’incurabilità dipende dalle conoscenze mediche disponibili, che rendono impossibile trovare una cura risolutiva. Chi è affetto da una malattia inguaribile è condannato a soffrirne per il resto della propria vita. Nel caso in cui l’aspettativa di vita per il soggetto affetto da malattia inguaribile è minima, allora si può parlare  indistintamente di malattia terminale. Con alcune patologie non è facile definire la durata del periodo terminale della malattia. Stiamo parlando ad esempio della SLA, o di altre patologie che compromettono il movimento, la respirazione, il pensiero, in poche parole la qualità della vita di chi ne è affetto.

Inguaribile non significa incurabile
Nel momento in cui una patologia si definisce come inguaribile non significa che non siano disponibili delle cure. Le terapie in questi casi non sono volte a eliminare la malattia, quanto piuttosto a limitarne i sintomi o a migliorare la qualità della vita del paziente. Quando le cure sono volte esclusivamente ad accompagnare il paziente nelle ultime fasi della sua vita sono dette palliative. Stiamo parlando di un complesso insieme di cure e terapie, non solo di tipo medico, ma che si rivolgono anche ai frangenti sociali e spirituali del paziente. Ci sono associazioni che si occupano esclusivamente dei soggetti che soffrono di malattie inguaribili, durante tutti gli stadi di queste patologie, compresa la fase terminale. VIDAS ad esempio svolge questo compito, non solo nei confronti dei malati, ma anche delle famiglie che li seguono quotidianamente,offrendo loro sostegno psicologico e logistico ogni giorno dell’anno.

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