Ultime

L’uomo sarà mai immortale?

Il progetto “2045 Initiative” sta studiando come realizzare questa opportunità

Pin It

evo_logo_enL’uomo riuscirà mai ad essere immortale? Una domanda che la razza umana si pone da centinaia di anni e sono stati scritti decine di libri fantascientifici sull’argomento ma forse adesso, questa possibilità non è più tanto nell’immaginario ma può sfociare nella realtà od è almeno ciò in cui crede il magnate russo Dmitry Itskov che sta investendo milioni di euro in un team di ricercatori, pagati da lui, per cercare di trasferire la sua mente in quella di un robot.
Il progetto scientifico si chiama “2045 Initiative” e, per l’appunto, l’idea è che venga ultimato entro il 2045, con una tappa intermedia nel 2020 in cui i ricercatori sperano di riuscire a costruire il primo robot umanoide controllabile direttamente dal cervello umano. Sia Dmitry che i suoi scienziati sono convinti e fiduciosi che l’idea possa funzionare perché ritengono che la mente umana sia molto simile a quella di un computer e che dunque sia possibile trasferire il nostro cervello “da un computer all’altro”. Ovviamente non sono gli unici sulla terra a portare  avanti un’iniziativa del genere, c’è infatti un’altra base di ricerca in California di nome “California Institute of Technology” che sta eseguendo esperimenti e ricerche simili solo che con un obbiettivo differente: capire cosa pensi il cervello di un quadriplegico di nome Erik Sorto e riuscire a “fondere” il suo cervello con un arto robotico.

Per quanto riguarda l’obiettivo delle ricerche che sta conducendo Itskov il motivo è molto più semplice e lo ha espresso lui stesso in un’intervista al Sunday Times:”L’eternità è quando nella vita sono presenti illimitate possibilità creative, quando non ci sono limiti e confini allo sviluppo, all’apprendimento, alla cultura ed alla creatività. Io voglio che tutto questo sia disponibile per chiunque, incluso me stesso. Ad un livello più basso sono motivato dalla paura della morte e dal desiderio di rinviare quel momento” e come dice anche in The Immortalist, un documentario che uscirà il 16 Marzo su BBC Horizon che racconterà nel dettaglio questa vicenda: “”Se non ci sarà alcuna tecnologia per l’immortalità, sarò morto nei prossimi 35 anni. Lo scopo finale del mio piano è quello di trasferire la personalità di qualcuno in un nuovo vettore artificiale. Diversi scienziati chiamano questa operazione ‘caricamento’ o ‘trasferimento mentale’. Io preferisco chiamarla ‘trasferimento di personalità’ “.
Di fronte a fatti di tale portata sorge spontaneo chiedersi se scrittori di fantascienza come Isaac Asimov fossero semplicemente persone con una grande immaginazione o ci fosse un fondo di futurologia ben calcolata nelle loro parole, in sostanza, quei libri fantascientifici che consideravamo tanto assurdi e improbabili rifletteranno il nostro futuro prossimo o rimarranno solo assurde congetture?
Lorenzo Toninelli

Fonte: ibtimes.com

Pin It

Scrivi un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


*