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L’Ue fa squadra sulla garanzia per i depositi bancari

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L'Ue fa squadra sulla garanzia per i depositi bancari - ilmiogiornale -

 

Entro il 2024 la garanzia dei depositi bancari sarà comune in tutta l’Ue, come previsto dall’apposita normativa comunitaria 49/2014/Ue. Insieme con l’introduzione dell’Edis, lo schema europeo di assicurazione dei depositi, la Commissione europea attuerà un pacchetto di misure volte ad allentare il legame tra banche ed emittenti sovrani, limitando il coinvolgimento dei contribuenti. È quanto previsto dal nuovo piano di unione bancaria. Alla base del nuovo schema c’è il sistema esistente di garanzia dei depositi (Sgd) che tutela le soglie fino ai 100 mila euro. I contributi che le banche verseranno all’Edis potranno essere dedotti dai propri contributi ai sistemi nazionali di garanzia dei depositi. Lo scorso 3 luglio è scaduto il termine indicato dalla Commissione per il recepimento della direttiva relativa ai sistemi di garanzia dei depositi, ora il lavoro da portare avanti è finalizzato all’armonizzazione delle procedure e all’effettiva entrata in vigore dell’Edis.

Cosa cambierà e in quali tempi

L’entrata in vigore di Edis, il nuovo sistema europeo di assicurazione dei depositi bancari, seguirà un percorso articolato in tre diverse fasi. La prima, la fase di riassicurazione, durerà fino al 2020. In sostanza, lo Sgd nazionale potrà accedere ai fondi Edis solo dopo il recepimento da parte del proprio governo della direttiva comunitaria e solo dopo aver esaurito le sue risorse. Il percorso dovrà portare alla condivisione del sistema comunitario entro il 2024. Entro questa data tutti gli istituti di credito dovranno aver raggiunto i requisiti finanziari minimi, ad esempio almeno lo 0,8% dell’importo dei depositi coperti.
È prevista, inoltre, una riduzione dei termini di rimborso in caso di insolvenza: si passa da 20 a 7 giorni lavorativi, con una soglia di 100 mila euro per le somme depositate. La normativa interessa anche le banche online, come l’istituto di credito di diritto olandese Ing Direct che, tra i diversi servizi offerti, propone Conto Arancio   conto deposito un conto deposito molto vantaggioso, con un tasso di benvenuto dell’1,20 per cento sulle somme depositate per 12 mesi.
Come stanno i conti deposito degli italiani?
Nel recepimento della direttiva, l’Italia è indietro rispetto ad altri paesi europei, tanto che l’Ue ha aperto una procedura informale di infrazione nei confronti del paese membro. Nel nostro paese, i conti deposito stanno diventando uno degli investimenti preferiti dai cittadini perché sicuri, comodi e capaci di garantire una rendita, seppure minima. Ma come stanno, qual è la salute dei conti deposito degli italiani? Una risposta arriva dallo studio promosso dall’Osservatorio di ConfrontaConti. Il periodo di rilevazione è il mese di settembre 2015 e tiene conto dello storico fino al secondo semestre del 2010. Rispetto al periodo precedente si rilevano cambiamenti significativi. Il 25,7 per cento degli investimenti riguarda somme comprese tra i 20.000 e 50.000 euro. Nel primo semestre dell’anno questo ammontare era relativo al 37,4 per cento degli investimenti. Cresce, invece, il numero di conti deposito con somme inferiori o uguali a 5 mila euro: sono il 13 per cento rispetto all’11,2 per cento del semestre precedente. Per quanto riguarda i conti deposito con ammontare tra i 5 mila e i 10 mila euro, assistiamo a un vero e proprio raddoppio: sono il 21,9 per cento, a fronte del 12,5 per cento dello scorso semestre e l’11,5 per cento del secondo semestre del 2014. In flessione anche il numero di investitori con conto deposito dall’ammontare superiore ai 50 mila euro: rappresentano il 24,5 per cento dei risparmiatori rispetto al 25,4 per cento del periodo precedente.
Chi apre un conto deposito?
Il 39,8 per cento dei titolari di conto deposito ha più di 55 anni (dato in flessione rispetto al 42,2 per cento del semestre precedente). Ha un’età compresa tra i 41 e i 55 anni il 36 per cento dei risparmiatori, tra i 26 e i 40 anni il 22,6 per cento. Solo l’1,7 per cento dei titolari è un giovane con età compresa tra i 18 e i 25 anni, in lieve crescita rispetto all’esiguo 1,3 per cento del semestre precedente. Sono prevalentemente i risparmiatori settentrionali a scegliere questa tipologia di investimento. Il 71,6 per cento dei conti deposito aperti in Italia si concentra nelle regioni del Nord, mentre solo il 12,8 per cento è al Centro e il 15,6 per cento è al Sud

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