Disegno tratto da Instagram
La violenza delle bombe ha fatto uscire il feto dal grembo di una donna incinta.
Riportiamo per intero quanto ha scritto Alessandro Di Battista, condividendolo su Substack.com, perché siamo pienamente d’accordo sulla sua denuncia sacrosanta. Il nostro giornale, anche se piccolo, ha parlato di genocidio a Gaza quando ancora si temeva anche solo pronunciarne la parola. Lo sterminio del popolo palestinese, che viene effettuato nella Striscia, è una tra le pagine più vergognose della storia dell’Umanità. E’ l’apoteosi del male espletato in ogni forma possibile e, da non dimenticare mai, è l’inizio di una impunità che, se non verrà fermata, potrà coinvolgere altri paesi, non soltanto in ambito regionale. Non in nostro nome. (F.L.)
di Alessandro Di Battista
Sono passati ormai quasi 3 anni da quando Israele ha dato vita alla fase più acuta del genocidio e della pulizia etnica a Gaza. Non solo. È passato quasi un anno da quando Trump ha annunciato la tregua a Gaza. Era il 10 ottobre 2025. Inoltre sono passati tre giorni da quando lo stesso Trump ha annunciato una “storica” seconda fase di tregua. Balle, chiaramente, perché Israele continua ad uccidere.
Nelle ultime 48 ore i terroristi sionisti hanno ucciso 19 civili palestinesi nella Striscia, tra i quali tutti i membri della famiglia Taif, quelli nati e quelli ancora non nati.
Alcune ore fa, infatti, le bombe sioniste hanno preso di mira un appartamento nella zona residenziale della Torre Al-Sousi, nella parte più occidentale di Gaza. L’attacco ha ucciso Abdullah Abu Taif, 33 anni, sua moglie incinta, Abeer Anan, 29 anni, e il loro figlio di cinque anni, Azzam. Non solo. La violenza delle bombe ha fatto uscire il feto dal grembo della donna incinta. Pensate, il feto è stato trovato da un bambino che accompagnava i soccorritori. Il bambino ha alzato una lamiera e ha trovato il corpicino a terra. Le immagini sono devastanti.
Pensate se il TG1 aprisse l’edizione della sera con questa storia: “A Gaza, in piena tregua, Israele bombarda e le bombe fanno uscire i feti dal grembo delle loro madri”. Pensate un istante che impatto avrebbe raccontare la verità. Forse ricomincerebbero le proteste, forse la “donna, madre e cristiana” sarebbe costretta a parlare. Per questo gran parte dell’informazione tace!
A Khan Younis un altro attacco sionista ha ucciso i tre membri della famiglia Al-Hams: Mahmoud, 38 anni, sua moglie Fatima, 37 anni, e la loro figlia.
Kamu Abu Muailiq, 68 anni, e sua moglie Huda, 59, sono stati uccisi a Deir el-Balah mentre, poco distante, sono stati assassinati dai droni israeliani due fratelli che viaggiavano su una motocicletta.
L’inferno ha un volto, è quello di Gaza. Ma i media non lo mostrano per non far capire al mondo intero chi sono i diavoli.




