LO SCORRERE DEL TEMPO PUÒ ATTENUARE MA NON CANCELLARE

Tra i miei ricordi innocenti i versi in una piccola pubblicazione

di Ernesto Bodini (giornalista e critico d’arte)

Con il passare degli anni capita più o meno a tutti, io credo, di rievocare pensieri e proponimenti,  e magari il più delle volte si tratta di diari o raccolte di poesie. Un percorso che in qualche modo ha sostenuto la nostra iniziale crescita di adolescenti, e accompagnato verso il sentiero della vita, ossia il nostro destino. Una sorta di nostalgia rafforzata dalla memoria e quindi da quei ricordi, belli o brutti, ma che non sempre hanno appagato le nostre aspettative e i nostri desideri più ambìti; e se andassimo a rileggere ora quello che abbiamo scritto e lasciato in giro per il mondo, o anche se riposto in un cassetto come fosse un tesoro da non divulgare, forse ci accorgeremmo che quegli scritti, poetici o meno, sono la testimonianza della nostra purezza, della nostra innocenza poiché inconsapevoli di quello che avremmo incontrato nel corso della nostra esistenza: persone ed esperienze che, nell’insieme, ci hanno fatto diventare uomini… magari con qualche delusione! Personalmente, conservo ancora il volumetto delle mie prime poesie intitolato “Una voce s’innalza nel silenzio della solitudine”, poche pagine di versi sulla Natura, sull’Uomo, sull’Amore, per concludersi con alcuni aforismi e tre Lettere d’Amore, idealmente dedicate in quanto dettate dalla fantasia pura e al tempo stesso puerile ma pur sempre reale nei propositi. Della breve introduzione, fattami da un mio ex insegnante ne riporto il passo centrale: «… le espressioni poetiche presentate dall’autore sono voci che suscitano immagini, immagini che scaturiscono da sentimenti maturati nell’intimo tormentato di un’anima giovanile che cerca luce e amore, che cerca pace e serenità in un mondo pieno di misteri e di contrasti. È più sovente la voce accorata di un essere umano proteso verso la luce che illumini il cammino, anelante a un amore che conforti l’esistenza, così tormentata e sofferta nella persona stessa dell’autore…». A distanza di anni, ora mi rivedo quasi totalmente in quelle affermazioni, come pure nell’essenza di quei testi brevi ma ricchi di significato, una sorta di profezia che in parte si è avverata e, voler trarne un bilancio, mi sembrerebbe fin troppo facile per non incorrere anche in quache sporadica contraddizione. A riprova di ciò ripropongo la poesia dal titolo “L’amore, unica ragione di vita”.

Si nasce, si vive, si muore/Si fa appena in tempo a conoscere le ragioni della vita/La ragione di essa/è l’amore puro per Dio/è l’amore umano per i nostri simili/Il mondo è grande/tanti gli esseri umani che lo riempiono/Ne conseguono dolcezze e amarezze/Ognuno di noi ha un’anima/un cuore e la capacità di amare/Tante sono le ingiustizie della vita/poche sono la comprensione e il perdono/Tanti sono gli esseri umani che si odiano/pochi sono quelli che si amano/Tanto è l’egoismo e la presunzione/poco è l’altruismo e la modestia/Tanto è l’odio, molto poco è l’amore/l’amore unica ragione di vita.

Concetti scontati, retorici, se non anche puerili ma sicuramente non privi di quella speranza che anelava ideali possibili, poiché i miei sentimenti di allora (avevo 16 anni) come quelli di oggi, non sono mai stati scalfiti dall’incoerenza e da quel credo che mi hanno accompagnato in questo lungo cammino… pur non privo di illusioni e difficoltà.

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