L’industria orologiera soffre in modo particolare per i dazi doganali statunitensi. Keystone / Peter Klaunzer
Si temeva che i dazi del 39% applicati dagli Stati Uniti dal 7 agosto sui prodotti svizzeri avrebbero messo in difficoltà l’industria elvetica dell’esportazione. Poco più di un mese dopo, le statistiche confermano che i timori erano fondati.
Pubblicati giovedì, i dati del Dipartimento federale delle finanze e dell’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini mostrano che le esportazioni verso gli Stati Uniti sono diminuite del 22,1% nel mese di agosto rispetto aa luglio, pari a una perdita di 3,08 miliardi di franchi. Nel loro comunicato, le dogane svizzere precisano che le esportazioni verso gli USA hanno raggiunto “il livello più basso dalla fine del 2020”.
I settori fortemente orientati all’export sono particolarmente colpiti. È il caso dell’industria orologiera, che ha visto le esportazioni verso gli Stati Uniti crollare del 24% ad agosto. Anche a livello regionale le conseguenze non sono uniformi. Attivo nell’orologeria e nella meccanica, l’Arco giurassiano soffre in modo particolare. Nel canton Giura, il 10% della popolazione attiva è interessato da richieste di lavoro ridotto da quando sono stati introdotti i dazi del 39%.
Attualmente in sessione, il Parlamento ha adottato misure per attenuare l’impatto. Dopo il Consiglio degli Stati, anche il Consiglio nazionale ha approvato giovedì l’estensione della durata massima delle indennità per lavoro ridotto da 18 a 24 mesi.
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Più informazioni sul tema:
- Le preoccupazioni del ministro dell’Economia del Canton Giura riportate da RTS
Il punto sul calo delle esportazioni in agosto, su RSI
Le statistiche sulle esportazioni di agosto consultabili sul portale della Confederazione
Cos’è e come funziona l’indennità per lavoro ridotto, sul sito dell’amministrazione federale




