Libia: le milizie armate minacciano le speranze per i diritti umani

Libia: le milizie armate minacciano le speranze per i diritti umani

 

 

 

Molti dei detenuti con cui ha parlato Amnesty International in Libia erano troppo spaventati per parlare delle loro torture. Invece hanno subito mostrato le ferite.” Donatella Rovera, Amnesty International
 
Le milizie armate che hanno combattuto il regime repressivo di Muammar Gheddafi ora minacciano le speranze per i diritti umani della Libia.  

I libici stanno cercando di ricostruire le loro vite dopo mesi di conflitti sanguinosi. Tuttavia, le milizie armate credono che la legge sia nelle loro mani. Sono alla continua ricerca di vendetta contro coloro che ritengono essere rimasti fedeli a Gheddafi o che abbiano combattuto per lui. 

La tortura è diffusa. Viene praticata da forze militari e di sicurezza, nonché da una moltitudine di milizie armate che operano al di fuori di un quadro giuridico e senza render conto a qualcuno. Molti detenuti sono morti dopo essere stati torturati. Diverse persone, intervistate da Amnesty International, hanno dichiarato di aver confessato crimini, che non avevano commesso, solo per porre fine alla tortura. 

Intere comunità sono state prese di mira, come le persone provenienti da Tawargha, i libici neri che devono affrontare attacchi e rappresaglie dopo che la loro città è stata utilizzata come base dalle forze lealiste. L’intera popolazione della città, circa 30.000 persone, è stata espulsa dalla città e ora è bloccata in campi di fortuna disseminati in tutta la Libia, senza alcuna speranza che sia posta fine a questa drammatica situazione. Le milizie inoltre continuano a colpire migranti e rifugiati subsahariani.
 
Il nuovo governo della Libia deve affrontare molte sfide nella fase di ricostruzione. La prima deve essere quella di prendere il controllo delle milizie armate. 

Le autorità libiche non hanno finora intrapreso alcuna azione per assicurare alla giustizia i colpevoli delle numerose violazioni dei diritti umani. I sopravvissuti e le famiglie di coloro che sono morti non hanno ricevuto risarcimenti. A meno che non vengano intraprese azioni concrete, gli abusi non si fermeranno. 

È fondamentale che le autorità libiche dimostrino con fermezza l’impegno a girare pagina rispetto a decenni di sistematiche violazioni dei diritti umani riprendendo il controllo delle milizie, indagando sugli abusi del presente e del passato e processando i responsabili, a qualsiasi parte appartengano, secondo gli standard del  diritto internazionale.

Fonte: www.amnesty.it

Nella foto scritte sui muri a Bengazi

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