
Alla rinuncia a “sparare” sulla biodiversità può corrispondere una scelta più grande e di interesse universale: fare dell’Italia il primo Paese al mondo che, in cinque anni, esce dall’agricoltura convenzionale per costruire un modello agricolo biologico, biodinamico e soprattutto biodiverso.
Sarebbe il modo più concreto per dare futuro al recente riconoscimento UNESCO della cucina italiana: custodire la terra da cui quella cultura nasce, proteggere la salute dei cittadini, restituire dignità al lavoro agricolo.
Per questo, Fondazione Capellino invita le Associazioni Ambientaliste, Coldiretti, BF S.p.A., con il suo lungimirante Presidente, il Ministero dell’Agricoltura a unirsi in uno sforzo comune nell’interesse dell’Italia.
Il vero interesse di agricoltori e allevatori non è l’abbattimento dei lupi o i cacciatori schierati nei campi con il pretesto di difenderli dai cinghiali e dal fantasma della povertà, bensì ottenere il giusto prezzo per produzioni sane e libere dalla dipendenza dell’agrochimica: un modello economico che restituisca valore alla terra, al lavoro e alla vita.
Fondazione Capellino è pronta a fare la sua parte, con spirito di servizio e con soluzioni ed esempi concreti ai quali sottotraccia già lavora.
Con stima, un cordiale saluto,
Pier Giovanni Capellino




