LETTERA APERTA A VLADIMIR PUTIN

Guerra in Ucraina

Ernesto Bodini

Sia pur con tutto il rispetto, non posso iniziare con Egregio Signor Putin, perché Egregio nella nostra cultura italiana equivae ad Illustre, un appellativo che solitamente si riserva a persone di particolare riguardo. Certo che mi vorrà comunque scusare per questa franchezza, anche perché essere sincero fa parte della mia etica nei riguardi di chiunque. Ma venendo al dunque, mi rivolgo a lei perché non riesco a capacitarmi nel prendere atto ogni giorno di tante morti, sofferenze e distruzioni nei confronti della popolazione ucraina, ad opera di un esercito che lei e i suoi sottoposti comanda. Ma qualunque siano le ragioni di politica interna e/o internazionale, io credo che lei ha ben un altro nemico da affrontare, ossia la sua coscienza che la orienta a sopprimere, sia pur indirettamente, vite umane, e infliggendo sofferenze ed umiliazioni a quelle che… non riesce a sopprimere. Ma chi sono io per dedicarle questa lettera aperta, e che potenzialmente il mondo intero potrebbe leggere, prima o poi? Sono un cittadino italiano con difetti al pari di altri miei simili, ma nel contempo non privo della massima considerazione della vita umana, e mai mi sognerei di sopprimerla nemmeno se fossi un suo suddito, e per qualunque ragione. So bene che reggere un Paese come il suo, ricco di storia, di progressi e dotato di potenza internazinale, ma anche di protagonisti altrettanto discutibili, non è impresa facile; ma non riesco ad immaginare le ragioni che hanno determinato la sua dedizione ed ascesa al potere… ma soprattutto attuandolo con particolare determinazione in questa attuale circostanza. Si sa, le guerre sono sempre esistite, ma nel corso dei secoli le stesse non hanno quasi mai risolto e insegnato nulla all’uomo che, tanto per essere costantemente schietto, si sta comportando come i gamberi: anzichè andare avanti va indietro, un regresso in fatto di concezione umana ed esistenziale, perché sopprimere un vita o farle del male è sempre una scelta determinata se non anche premeditata da tempo… Tra i circa 107/110 miliardi di persone che sino ad oggi hanno popolato il pianeta Terra, non poche a vario titolo hanno avuto un ruolo come il suo, e quindi tutte accomunate da quel senso di onnipotenza e relativo comportamento che non fa sconti a nessuno e, a questo punto, le chiedo: come si sente quando dà determinati ordini ai suoi sottoposti e questi le riferiscono di averli eseguiti presentandole il conto della giornata che consiste in un certo numero di morti, feriti e devastazioni del bene comune? Lei pensa di aver raggiunto un traguardo al punto da garantire un “valore aggiunto” al suo Paese, e conseguentemente di appagare il suo Ego sino alla elevazione a catarsi? A ben riflettere il procurare la morte di un nostro simile, che più appropriatamente possiamo definire nostro fratello, non rientra nei piani di nessuna religione (estremisti islamici a parte…); inoltre cosa direbbe se tali azioni dovessero colpire per le stesse ragioni i suoi più cari affetti? Qualunuque sia la sua risposta mi verrebbe difficile crederle e ancor meno discuterla, ben conscio che i neuroni che comandano il suo pensiero, le sue scelte e le sue decisioni, sono le “misteriose perle” di cui è dotato, esattamente come quelle che possediamo tutti noi, con la differenza che le sue hanno perso limpidezza e valore, tramutandosi in armi micidiali per indebolire o sopprimere un popolo. Ma non è con la guerra che si combatte la guerra, signor Putin, bensì con la ragione e lo sforzo di comprendere anche chi ci è nemico, pur osservando il diritto di azione per legittima difesa… Un tempo qualcuno disse: «Qui sine peccato est vestrum, primus lapidem mittat», quindi lei come il sottoscritto e tutti i nostri simili non rientriamo in questa locuzione latina, che ha fatto la storia dell’Umanità nel farci comprendere che tutti si sbaglia e si commette peccato verso sé stessi e verso il prossimo, ma con l’imperativo di porvi rimedio e di non più commettere. E quando terminerà questa ecatombe, lenta e onerosa sarà la ricostruzione di un Paese al quale non manca la solidarietà di altri popoli che, come me, ripudiano ogni azione bellica con il diritto di vivere nel rispetto delle Leggi della Natura…! Concludo con un’ultima domanda: le sue attuali scelte sono un diritto o un peccato cosciente inevitabile? Se mi rispondesse con la massima obiettività, anche lei sarebbe tra quelli che farebbero parte di un certo girone dantesco e, data la severità del sommo Dante, lascio a lei stabilire a quale girone appartenere… senza incontrare a quell’epoca tutti coloro che sono periti sotto la sua politica… incontrollata.

Ernesto Bodini

(giornalista e opinionista: in vita e per la vita)

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