Lettera a un politico qualunque

di Marcella Onnis

Caro politico,

mi chiedo come sia possibile che ancora non ti sia stancato di sentirti dare del ladro, del venduto o, nella migliore delle ipotesi, dell’incompetente.

Come può non pesarti la presunzione di colpevolezza che abbiamo posto sul tuo capo?

Davvero non ne hai abbastanza di tutte queste persone che ti fanno “favori irregolari” a tua insaputa, mettendoti nei guai?

E non sei stanco di dover difendere ogni giorno, con le unghie e con i denti, i tuoi sacrosanti privilegi?

Mi chiedo com’è che ancora non abbia dato fondo alla tua fantasia per trovare modi sempre nuovi con cui impiegare i generosi finanziamenti concessi al tuo partito e i lauti emolumenti con cui vengono retribuite le tue fatiche … Eppure la tua inventiva dovrebbe esser già piuttosto provata dallo sforzo di trovar nomi sempre nuovi per ricette vecchie …

Ma dai, possibile che proprio non desideri provare, neppure per una volta, cosa si prova a pagare per un proprio errore?

E non ti piacerebbe ritrovare la libertà di essere incoerente? Pensa a come staresti meglio se ogni volta che rinneghi affermazioni e gesti del passato non ci fosse nessuno a darti dell’incostante, dell’opportunista!

Sul serio non ti pesa dover ogni giorno chiederti se sia più opportuno appoggiare un governo di non eletti, che ci mantiene ancorati alla fossa in cui siamo finiti, o se invece mandarlo a casa, lasciando che il Paese si affossi da sé?

Davvero non sei stufo di sentirci dire che non ti voteremo più, salvo poi votarti comunque per poi negare pubblicamente di averlo fatto?

E non sei stanco di sentirci dire che siamo stanchi di te?

Proprio non hai voglia di ritirarti a vita privata, lasciando il posto a qualche volto nuovo, uno di quelli che oggi dice di poter fare meglio di te? A ruoli invertiti, pensa come ti divertiresti a studiare ogni sua mossa, pronto a coglierlo in fallo. Poi potresti finalmente goderti in santa pace la tua dorata e meritata pensione!

Oppure, se proprio ami troppo il tuo lavoro per lasciarlo, che ne diresti di assaporare l’ebbrezza di cominciare una nuova vita e una nuova carriera altrove? Pensaci! La flessibilità è bella, lo dice il Professore. E se lo dice lui …

Se poi non hai in mente il Paese giusto in cui cominciare la tua nuova vita, te ne suggerisco uno io: la Germania.

 

4 thoughts on “Lettera a un politico qualunque

  1. Mordente!la sensazione è che la casta faccia trincea e, sotanzialmente, non crede di rischiare più di tanto anzi, affina la presunzione di volerci regalare “rivoluzioni” nel sistema sociale a partire dallo stesso, vecchio, spirito rapace. Dobbiamo cambiare ottica anche noi, italiani e figli di questo sistema deleterio e senza uscita….. buona giornata Emanuela

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