Le “Mamme sull’orlo di una crisi di nervi” di Raisson e Le Huche

Mamme sull’orlo di una crisi di nervi

autografo con dedica grafica di dedica magali le huchedi Marcella Onnis

Grazie al “mio” amato Festival della letteratura di Mantova – di cui, pochi giorni fa, si è conclusa la XX edizione – ho scoperto “Mamme sull’orlo di una crisi di nervi”, scritto da Gwendoline Raisson e illustrato da Magali Le Huche (quest’anno ospite del Festival in coppia con Francesco Abate, altro esperto di mamme). Sono, però, ancor più grata alla mia amica Maria che, proprio a Mantova, ne ha regalato una copia a me e mia sorella, consentendoci di ottenere dall’illustratrice francese l’autografo con dedica artistica che vedete qui accanto in foto.

Per me che non ho alcun desiderio di maternità e che m’infurio ogni volta che qualcuno – come spesso accade – mette in discussione il diritto-aspirazione di una donna a essere felice e soddisfatta NON facendo figli, questo libro è stato davvero una gradevole scoperta. Perché racconta in modo spassoso e schietto la vera faccia della maternità, quella che si cerca di negare o almeno ridimensionare con poco convincenti “comunque è la cosa più bella della mia vita”: la maternità nuoce gravemente alla salute fisica e mentale, spesso è una gran rottura di palle ed è un vizio da cui si vorrebbe guarire ma in cui è più facile ricascare.

Gli episodi raccontati da Gwendoline Raisson e Magali Le Huche sono, infatti, un campionario di quelle situazioni e quei pensieri che ruotano intorno all’esperienza della maternità e di cui tutti o quasi siamo stati o protagonisti o testimoni. Pensieri, parole, opere e omissioni sono resi ancor più divertenti e realistici dal linguaggio usato – quello di tutti i giorni – e dai curati dettagli delle illustrazioni. Geniale poi la cornice scelta per le vicende narrate: la terapia di gruppo a un’immaginaria Madri Anonime, che dà anche il titolo all’edizione originale francese (“Mères Anonymes”).
Mamme sull’orlo di una crisi di nerviLa versione italiana, tradotta da Tommaso Gurrieri (ebbene sì, un uomo!), riporta, invece, un titolo carino ma diverso. Perché? Forse perché noi italiani dobbiamo distinguerci ma siamo a corto di fantasia e/o sentiamo il bisogno di richiamare qualcosa di noto (in questo caso il film di Almodòvar “Donne sull’orlo di una crisi di nervi”). Più plausibile, tuttavia, mi sembra la teoria di mia sorella: perché la (iper)sensibilità italiana avrebbe erroneamente interpretato l’aggettivo “anonime” e non avrebbe saputo cogliere il richiamo agli Alcolisti Anonimi. Giammai che in Italia – Paese di mammoni per eccellenza – si possa, anche solo involontariamente, suggerire l’idea di mamme prive di personalità!

“Mamme sull’orlo di una crisi di nervi” ci dimostra, dunque, che quanto a ironia i francesi stanno sempre avanti a noi (… anche per la facilità di farla scivolare nel cattivo gusto, come di tanto in tanto ci ricorda “Charlie Hebdo”). Ancor meglio, però, questo libro riesce in ciò per cui suppongo sia stato scritto: più che promuovere la maternità, sostenere le mamme, anche perché lo fa nel modo più efficace possibile, ossia raccontando la Verità con brillante umorismo. Magari potesse servire anche a spazzar via tutti quei luoghi comuni e quelle retrograde convinzioni che ammorbano le donne italiane e che trovano una perfetta sintesi nella campagna ministeriale del Fertility Day…

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