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“L’azione del silenzio” alla Certosa del Galluzzo di Firenze

Potrebbe essere l’ultimo anno di repliche per il viaggio teatrale nella Certosa del Galluzzo, dopo quasi 50 anni i monaci cistercensi hanno deciso di lasciare il monastero.

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La Compagnia delle Seggiole

Comune di Firenze – Commissione Cultura del Consiglio di Quartiere 3
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BANCA DI CAMBIANO

 

presentano

 

X anno di repliche

Dal 12 al 15 luglio e dal 19 al 22 luglio 2016

 

VIAGGIO TEATRALE

“L’AZIONE DEL SILENZIO”

all’interno del

MONASTERO DELLA CERTOSA DEL GALLUZZO

scritto e diretto da Giovanni Micoli

 

Spettacolo itinerante all’interno del Monastero della Certosa del Galluzzo

Due partenze a sera: 20.45 e 22.00

Gruppi di max 45 persone

 

L'azione del silenzio alla Certosa del GalluzzoDieci anni fa (luglio 2007) La Compagnia delle Seggiole, capitanata da Fabio Baronti, ha cominciato la sua avventura alla Certosa del Galluzzo di Firenze con la visita-spettacolo itinerante “L’azione del silenzio”, un viaggio teatrale attraverso lo spazio e il tempo in uno dei monasteri più ricchi di storia che la cristianità conosca. Ad accompagnare gli spettatori all’interno della Certosa il monaco cistercense Padre Sisto, che abita da anni in una delle sue celle. Nel 1958, infatti, la comunità cistercense si stanziò nel Monastero della Certosa del Galluzzo e ben presto si integrò perfettamente con la vita cittadina tanto da diventare un importante riferimento per i fiorentini. Grazie alla propria regola monastica, i cistercensi si sono aperti alla città di Firenze e hanno reso la Certosa più accessibile, soprattutto a credenti e ad amanti della cultura e dell’arte; tra le loro attività citiamo il famoso laboratorio di restauro del libro gestito fin dal 1969 da Padre Sisto, rinomato maestro di quest’arte la cui fama lo ha portato nelle Università e nelle Biblioteche di Russia, Argentina, Egitto, Spagna, Cile e tanti altri paesi. Altra fonte d’attrazione è la liquoreria – guidata da Padre Roberto, priore della Certosa – che utilizza ancora metodi antichissimi per produrre distillati, infusi e profumi di grande pregio che è possibile acquistare nell’accogliente bottega situata all’ingresso del monastero.

L’identità della Certosa, ormai, è fortemente legata a quella dei monaci cistercensi che per tanto tempo l’hanno occupata, vissuta e valorizzata; la notizia della loro decisione di lasciare il monastero alla fine di quest’anno provoca, quindi, un grande dispiacere e una profonda amarezza. Firenze rischia di perdere un pezzo di storia e gli attori de La Compagnia delle Seggiole sperano ancora che si possano trovare le condizioni affinché i monaci restino a Firenze, in uno dei luoghi più belli del patrimonio monumentale italiano. In ogni modo, “L’azione del silenzio” ha rappresentato per loro molto più di un viaggio teatrale, è stato un prezioso cammino fatto insieme, un vero e proprio “viaggio di crescita” anche personale. Grazie all’accoglienza e alla passione dei monaci è stato possibile realizzare per dieci anni consecutivi un evento unico e originale il cui gradimento di pubblico è testimoniato dai risultati: quasi tutte le serate sold out, 2400 like sui social network e più di 600 condivisioni solo per le repliche del 2016.

Durante la visita nei suggestivi spazi del monastero si incontrano personaggi che hanno vissuto dentro le mura dell’immenso complesso certosino, ne evocano le storie, in particolare narrano le dure scelte e le difficoltà che doveva affrontare colui che decideva di votarsi a Dio. Un’occasione unica perché non sono molti quelli che hanno varcato l’ampia porta per ammirare il Palazzo Acciaioli, le Chiese, i chiostri e il capitolo, le ampie celle, gli straordinari affreschi raffiguranti il Ciclo della Passione che Pontormo dipinse a partire dal 1523, quando si rifugiò alla Certosa per fuggire la peste. Rispetto a una semplice visita guidata i “viaggi teatrali” della Compagnia delle Seggiole permettono di addentrarsi nel passato e nelle vicende che hanno caratterizzato quei luoghi. Ognuno di essi conserva in sé i propri segreti: riposano nascosti nei corridoi, nelle stanze, nei meandri più inaccessibili. E il teatro è il modo migliore per liberarli dalle pietre che li custodiscono gelosamente e raccontarli al pubblico.

 

Attori

Marcello Allegrini

Mario Altemura

Fabio Baronti

Luca Cartocci

Beatrice Faldi

 

con la partecipazione straordinaria di Padre Sisto

 

Progetto luci

Fabrizio Rosazza

 

Direttore di scena e allestimento

Daniele Nocciolini

 

Note di regia

“Riteniamo che nulla sia più faticoso negli esercizi della vita religiosa della quiete, del silenzio e della solitudine” scrisse Guigo di Saint-Romain quinto Priore Generale della Grande Certosa; e per meglio capire la verità di quest’affermazione vi chiediamo di intraprendere questo breve, ma speriamo intenso, viaggio notturno all’interno di questo Monastero con il serio intento di non parlare mai con nessuno, non commentare quindi niente ma fare semplicemente silenzio intorno e dentro di voi. Sarete quindi, se ci riuscirete, solitari in comunità, regola fondante dell’Ordine dei Certosini. Guidati da Padre Sisto, Monaco Cistercense che da anni vive in questa Certosa, visiterete questo magnifico Monastero e lungo il cammino si incontreranno figure uscite direttamente dagli spazi di spirituale mistero emanato da queste mura; racconteranno la storia dell’edificio stesso e insieme la scelta, le difficoltà e il premio finale di un uomo che contro tutte le tendenze del tempo (di qualsiasi tempo), decide di votarsi a Dio abbandonando suoni, rumori e vita sociale per il silenzio ed il deserto, dai quali sboccia il rigoglio dell’anima. Buon viaggio. [Giovanni Micoli]

 

Brevi informazioni storiche e architettoniche

Certosa del Galluzzo di Firenze. Fu Niccolò Acciaioli, membro di una famiglia fiorentina di banchieri, Gran Siniscalco del Regno di Napoli presso la corte angioina e Vicerè di Puglia, a desiderare ardentemente di fondare un monastero ispirato dalle molte Certose che in quel periodo venivano costruite nel sud Italia. La preferenza per l’ordine certosino derivava proprio dal contatto diretto che Acciaioli aveva con gli Angioini, nel cui regno erano stati fondati già diversi complessi (l’ordine, infatti, fu istituito proprio in Francia nel 1084). La Certosa del Galluzzo fu costruita intorno al 1341 sul Monte Acuto, alla periferia della città di Firenze, e rimase di proprietà dei certosini fino al 1810, finché Napoleone non fece trasferire in essa 150 fanti francesi. Quando nel 1819 fu restaurato il Granducato della Toscana, i monaci tornarono. Nel 1866 il complesso divenne di proprietà dello Stato italiano e negli anni Cinquanta subentrarono i cistercensi della Congregazione di Casamari. La struttura del Monastero del Galluzzo rispetta gli schemi richiesti dall’ordine: la Chiesa, il Colloquio con il suo chiostrino, il Capitolo, il Chiostro grande dei monaci, il Chiostrino dei conversi, il Refettorio, la Foresteria; ad essi si aggiungono il Palazzo Acciaioli e la Pinacoteca.

I monasteri certosini custodiscono il ricordo di una vita dedicata interamente a Dio, laddove la comunità viveva osservando il silenzio, il digiuno, la solitudine e la preghiera.

 

INFO E PRENOTAZIONI

Biglietto intero: 15,00 euro

Biglietto ridotto: 12,00 euro

 

Compagnia delle Seggiole:
333 2284784 (dopo le ore 14.00)
www.lacompagniadelleseggiole.it

 

Fonte Ufficio Comunicazione e Formazione – Mariagiovanna Grifi

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