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Latina: La corsa elettorale e le virate coraggiose. Una lettrice scrive

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La kermesse della campagna elettorale scivola ancora in sottofondo a Latina. Ma il  rito non è cambiato. Le stesse miopi riproposizioni; le stesse patetiche,impossibili promesse; la stessa presunzione di “riscaldare” un indigesto “progetto politico” che cerca di contentare tutti: sostegno alle famiglie e alle donne che lavorano; promesse di ulteriori asili nido (che saranno normalmente inabbordabili alla gran parte delle famiglie italiane, se comunali ). E…suggeriscono anche miracolosi rimedi alla crisi: l’intraprendenza! (non è dato capire se sia in questione l’intraprendenza dei candidati politici o quella a cui sono già stancamente abituati gli italiani in generale e, i giovani, in particolare).

Siamo ancora in un paludoso residuo ideologico-demagogico che ha scaraventato fuori da ogni contesto epoca e realtà. Il contrasto stridente tra lo stile vacuo e leggero del “volemose bene” e le dure sfide di un presente epocalmente  frantumato dall’incertezza e sospeso su di un futuro tutto da inventare, ti taglia letteralmente l’equilibrio!

Basta scorrere i cartelloni, quelli che puntualmente in questo periodo affollano ed insozzano i nostri spazi comuni; quelli che ti ritrovi a terra sulle strade o afflosciati e pesanti sotto gli impianti di servizio, tirati giù (quelli dell’avversario) per far spazio al proprio; quelli che il vento dissemina dappertutto, inutili resti di un automatismo di parata; quelli che attestano la continuità di una consolidata politica show tesa a ridondare frammenti di promesse mantenute o a sciorinare monologhi allusivi in uno spazio mediatico vuoto in cui tutti lanciano sassi….forse, flebilmente captati e tradotti in storia dai soli addetti ai lavori.

 Si perpetua pervicacemente all’infinito l’accumulo di rifiuti propagandistici (cartacei e verbali)  sulle teste dei cittadini!  Chi paga per questa arrogante ed indecorosa fiera dell’inutilità?

Ma ciò che colpisce fino a tramortirti è, stranamente, un altro assordante silenzio: l’assenza di leaders!  Si intuisce e si respira da ogni parte. Questo vuoto, temo, sia peggiore della stessa crisi. D’altronde sono i frutti del più generale disagio (o disastro?) culturale, istituzionale, civile, esistenziale che tutti ci contagia. Dobbiamo farne a meno! Più realisticamente, in un’epoca in cui le ideologie sono fisiologicamente retrocesse, siamo costretti a ragionare e  a scegliere entro l’orizzonte del nudo, essenziale, virtuoso pragmatismo. L’istanza radicale che ci interpella tutti è quella di riappropriarci della qualità della nostra vita civile e comunitaria ad ampio respiro. Ci occorre una politica di concreta, ferma, decisa lungimiranza nel rispetto di regole e leggi per rendere possibile e vivibile la convivenza civile in tutte le sue articolazioni. Ci servono politici pragmatici capaci ed altrettanto autorevoli. Ed onesti. (Lasciatemi il termine desueto).

È permesso azzardare una preghiera agli “imbrattatori” senza regole della mia citta?    Nessuno vi chiede miracoli. E tanto meno la fatica di seminare fumi di promesse che tutti, noi e voi, sappiamo menzognere.

Con i piedi per terra, pur senza prescindere dalle stoccate “idealistiche” egualmente encomiabili, sarebbe pertinente iniziare a bonificare gli ambiti sociali del concreto vissuto quotidiano delle persone. Basterebbe far funzionare le strutture amministrative e sociali che già abbiamo. Basterebbe lo sforzo reale di rendere meno soffocanti, frustranti, disumani e dispersivi i luoghi dove il comune cittadino, quotidianamente, si scontra con la più perfetta, paludosa e demenziale delle disfunzioni: le nostre amministrazioni!  Poste, sanità, scuole, uffici di previdenza, uffici di giustizia…. luoghi nei quali, ordinariamente, si consuma una pazienza infinita a causa di  inefficienza, incompetenza, supponenza, (“virtù” ,tutte, che manovrano come trottole cittadini spaesati) … luoghi dove esiste il più colossale scempio di buon senso ed elementare rispetto per il proprio e per l’altrui lavoro, per la propria ed altrui dignità di persone intelligenti.

 PERCHÉ NON rimuovere gli incompetenti, gli incapaci o, peggio ancora, quelli che brillano per disastri, affossamenti, assenza…ovunque! Ricreare un sistema giusto dove chi sbaglia a danno del contribuente, del cittadino, del lavoratore, non resti impunito e legittimato a continuare. Nelle amministrazioni come negli enti che gestiscono le risorse territoriali e i nostri parchi naturalistici!

PERCHÉ  NON  la sicurezza di una gestione equa, trasparente, giusta, rigorosa da parte della cavalleria burocratica preposta alla gestione delle risorse  comuni: acqua, energia, smaltimento e riciclo rifiuti. PERCHÉ  NON  controlli e sanzioni per chi “svogliatamente” le amministra, per  chi normalmente deturpa, inquina, autocrea discariche ovunque, ovunque disseminando squallore ed incuria?  PERCHÉ  NON  seria attenzione alla senescenza delle reti idriche, alle energie rispettose dell’ambiente, all’onestà di persone che possono realmente costituire una riserva da valorizzare?

PERCHÉ  NON l’impegno vero per la cura e tutela del territorio e delle nostre riserve naturalistiche (ahimè, il parco Circeo con il suo “dimenticato” sfacelo e le ricorrenti aggressioni di una “imprenditoria cemetificatrice” che ne vorrebbe stravolgere i fini!).  PERCHÈ NON far leva sulle reali potenzialità e qualità pregevoli della nostra agricoltura… PERCHÈ NON valutare ed incentivare la piccola impresa… PERCHÈ NON  dare ossigeno al turismo marittimo ed ambientale… PERCHÈ NON sollecitare il potenziale umano rappresentato dai giovani ? Come si può continuare a propinare illusioni quando, sistematicamente, le piccole imprese chiudono, sovente per esosità fiscali “legittime”, e, contestualmente, sulle loro macerie si sostituisce e si allarga l’inossidabile presenza di gestioni cinesi e straniere? Qualcosa non va!

PERCHÉ  NON  un servizio sanitario efficiente che non ti costringa sempre e tassativamente ad abramitiche  attese per esami clinici e diagnostici (anche quando hanno carattere d’urgenza), perpetuando un sistema perverso che penalizza proprio chi più ne ha bisogno?

PERCHÉ  NON controllo e sicurezza del territorio in materia di criminalità organizzata e spicciola, in materia di ingressi ed insediamenti precari di extra comunitari e nomadi? L’ipocrisia politica, normativa e collettiva che attualmente impazza da nord a sud, trasforma sovente la tragedia immigratoria in sfruttamento barbaro e cinico, o la relega, indifferente, in altrettante potenziali banlieuse. 

Non servono nuovi organi o commissioni per indagare e ricercare……ricercare e indagare…. per sortire nient’altro che la fotocopia di già esistenti inutilità. Non  servono i “contentini”… servono VIRATE coraggiose.

Già! Non è la campagna elettorale a cui siamo abituati! Una campagna elettorale atipica senza neppure il testimonial di turno incollato per rendere “interessante” l’icona demagogica!  Ma io credo che sia questa la prima e più profonda istanza delle persone che vivono in questo comune: il recupero della qualità della vita; della serietà e possibilità del lavoro guardando al futuro, nell’interesse prioritario dell’intera collettività pontina!  È  una speranza!

   Emanuela Verderosa

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