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L’Associazione Borgogni Onlus si oppone all’archiviazione dell’esposto alla Procura

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La Procura della Repubblica richiede l’archiviazione della denuncia mossa dall’Associazione Gabriele Borgogni

per violazione delle norme costituzionali in merito alla Sicurezza Stradale.

L’Associazione per mezzo del suo legale presenta formale opposizione.

 

 

La Procura della Repubblica ha di recente richiesto l’archiviazione dell’esposto presentato dall’Associazione Gabriele Borgogni nel mese di Settembre, con la seguente motivazione: “rilevato l’esposto di cui agli atti non costituisce notizia di reato, tra l’altro non competendo all’a.g. sindacare l’eventuale inerzia del legislatore”. Nell’immediato l’Associazione, a mezzo del proprio legale Avv. Annalisa Parenti, ha già presentato formale opposizione rilevando come la richiesta di archiviazione, così come motivata sia assolutamente illegittima. Nell’esposto non veniva certo chiesto che la Magistratura si sostituisse al potere legislativo, ma veniva chiesto che si valutassero molti elementi e molti comportamenti che potevano rivestire connotati di illiceita’. Fra questi emergevano la problematica dell’ISTAT appunto e la scarsità dei controlli. Si chiedeva inoltre che la Magistratura indagasse per valutare oltre alle “consuete responsabilità politiche” e anche approfondire laddove vi fossero omissioni, vuoti, etc che hanno concorso a far sì che il fenomeno delle stragi su strada sia diventato ormai un vero e proprio allarme sociale. “Davanti alla richiesta di archiviazione – giunta con inconsueta celerita’ – l’Associazione Gabriele Borgogni risponde che continuerà a lottare con sempre piu’ convinzione – afferma Valentina Borgogni, Presidente della Onlus -. E’ proprio l’indifferenza uno dei mali peggiori del nostro tempo, ma ci auguriamo che vi sia qualcuno che non ne è affetto”.

 

L’atto mosso ai danni dello Stato si focalizzava sul tentativo di indurre i giuristi ad attuare un regime normativo idoneo per combattere quella che è stata definita l’“emergenza sociale” dei morti su strada. L’obsolescenza della norma viene ravvisata anche nell’accertamento della fattispecie di illecito penale (omicidio e lesioni colpose), allo stato attuale ancorato ad una base psicologica meramente colposa. E soprattutto basato su di una scarsa, e comunque inefficace azione preventiva.

Queste le motivazioni riscontrabili nell’atto, attraverso cui veniva richiamato lo Stato alle proprie responsabilità, ed altresì riconosciuta dall’Ente una violazione delle leggi costituzionali.

vulnera avanzati nell’atto erano riportati qui di seguito:

Violazione dell’art. 2 l’inerzia dello Stato “non garantisce i diritti inviolabili dell’uomo”.

Violazione dell’art. 3 in che modo lo Stato “rimuove gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana…” Una giovane vita, un padre, una madre falciati sulla strada, sono cittadini a cui lo Stato ha negato tale tutela…

Violazione dell’art. 32 comma I della Costituzione che recita: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”.

 

Associazione Gabriele Borgogni Onlus

www.gabrieleborgogni.com

 

 

 

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