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L’angolo di Full: “Il vecchio”

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Le elezioni si sono concluse, i risultati sono già stati ampiamente commentati, ma visto che la prospettiva di nuove elezioni a breve termine è abbastanza realistica, si ripropone un serissimo dilemma: votare o non votare?

Il caro e saggio Full ci ricorda con questo suo breve ma significativo racconto che votare è un diritto-dovere. Sacrosante parole le sue, ma sacrosanta per noi anche la decisione del cittadino che, per coerenza con le proprie convinzioni, preferisca non votare, piuttosto che continuare a scegliere “il meno peggio”.

La speranza è che la politica italiana riesca a rinnovarsi in tutto e per tutto, divenendo seria, concreta, pacata, varia e variabile. Allora sì che ci saranno scelte adatte a tutti, allora sì che per tutti votare sarà non solo un diritto-dovere ma anche un piacere.


Il vecchio

I tre parlavano accanto al calorifero quando una ventata gelida annunciò l’uomo. Tornarono al proprio posto. Il vecchio si tolse il cappello con quel modo un po’ cerimonioso che hanno i vecchi quando si tolgono il cappello, ne scosse la neve e s’avvicinò al tavolo. Allora s’accorse delle impronte di fanghiglia che aveva lasciato, se ne scusò, asciugò con una manica il tascone a tracolla e ne trasse i documenti.
La signora dietro il tavolo lo guardò un po’ stupita: lei… è sceso da monte Carmelo? chiese. Lui le lasciò uno sguardo  perché vi raccogliesse la risposta.
Prego, disse lei. Gli consegnò il materiale e il vecchio s’avviò alla cabina del seggio elettorale mentre, davanti al tavolo, la neve s’allargava piano in una pozza chiara.

Fulvio Musso

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