Troppo spesso noi che abitiamo in “terre di pace” dimentichiamo drammi e tensioni che tormentano tante parti del mondo, stupidamente convinti che ci riguardino marginalmente. I drammatici fatti che si stanno verificando in Francia ci hanno riaperto gli occhi, ma per quanto e con quale esito?
Per ora a dominare sono rabbia e sconforto. Sensazione, quest’ultima, che aleggia anche nei bellissimi versi di Emanuela Verderosa che oggi vi proponiamo, non come atto di resa ma come invito a una riflessione da cui scaturisca una fattiva e civile reazione.
Minaccia
A volte scivola
indefinita minaccia
e inquietudine e oscurità di fine
fra le pieghe del cuore
e del mondo
E pavento l’incedere lesto
e l’agonia
di savana e ghiacciaio
e lago foresta fiume
Ho dolore per la muta strage
di elefanti cani dromedari
ghepardi tigre pettirosso
aquila tortora fringuello
E mi graffia l’anima
il tinnire spezzato di volpi
sulle strade
l’appuntamento fallito
delle rondini
la curiosità malvagia
su animali vivi
la nuda traccia polverosa
di bosco e di ruscello
l’oscena offesa del cedro
mutilato
la vita interrotta e lo sguardo
rassegnato
della ragazza svenduta
sulla strada
il buio sull’umano sussulto
del cuore
asfissiato da inutili cose
E temo oblio di spirito
e folle medioevo
delle fedi
E non vorrei vedere
Non vorrei
Sono maturi i miei anni
è ribelle il mio sguardo
su cuore desto e prono
per speranza irrisa
Lascia che io ritorni
alla tua luce oscura Dio
Foto Michele Porcu





