La terapia magnetica transcranica tra le cure per le cefalee

mal di testa

La Società italiana di neurologia ha deciso di rendere noti gli studi e i progressi fatti dalla ricerca in occasione della “Giornata mondiale del mal di testa”. In particolar modo le ricerche si sono sviluppate attorno all’origine delle cefalee.

Esistono circa duecento tipi di cefalgie differenti, tuttavia suddivisibili in due categorie: cefalee primarie e cefalee secondarie. Del primo tipo fa parte l’emicrania, patologia di cui soffre ben il 12% degli italiani.

Dalla ricerca effettuata, è stato possibile non solo conoscere la patogenesi del disturbo che è spesso associabile a disturbi emotivi o stress, ma anche identificare nuovi tipi di terapie e stabilire inoltre dei regimi preventivi.

Il Prof. Tedeschi dell’Università di Napoli ultimamente ha svolto degli studi relativi all’associazione con neuro-immagini per comprendere al meglio i processi di origine delle cefalee specialmente di quelle appartenenti alla prima categoria.
Ciò che è emerso dall’indagine è che vi sono delle regioni cerebrali dove insorge e successivamente viene trasmesso il dolore.

Come chiarisce Cortelli, professore di Neurologia presso l’Università di Bologna, i meccanismi che si instaurano a seguito dell’emicrania comportano nell’individuo un’ipersensibilità olfattiva, visiva oltre al dolore causato dal mal di testa.

Il professor Cortelli, ha poi dichiarato che tra i trattamenti preventivi, grazie a uno studio internazionale, è possibile contrastare e prevenire appunto, le cefalee del primo gruppo tramite la somministrazione mensile di un tipo di anticorpi che indeboliscono il ricettore da cui nasce l’emicrania il Cgrp1.

Tra i vari metodi di cura non invasivi, condotto su pazienti in doppio cieco, ha dato risultati soddisfacenti la modalità di neuro stimolazione esterna, ne esistono tipi diversi tra cui la terapia magnetica transcranica.
Anche lo stimolatore transcutaneo sopraorbitario e lo stimolatore esterno del nervo vago, sono metodologie che di per sé non hanno comportato nei soggetti alcun tipo di controindicazione grave.
Bisogna poi specificare che il trattamento di
stimolazione del nervo vago è stata utilizzata sia in una fase preventiva che acuta di cefalea, anche nella tipologia a grappolo.

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