Non è facile trovare abbastanza energia per alimentare tutti questi cavi. Keystone / Gaetan Bally
Esponenti del mondo politico ed economico esprimono preoccupazione per l’approvvigionamento elettrico della Svizzera. Sulla stampa domenicale, il consigliere federale Albert Rösti, responsabile del Dipartimento dell’energia, ha avvertito che il Paese non potrà garantire il proprio approvvigionamento elettrico invernale senza ricorrere al nucleare.
Secondo Rösti, le energie rinnovabili progrediscono troppo lentamente per coprire il fabbisogno e il rischio di una penuria rimane concreto. Per evitare un blackout, il ministro esorta ad accelerare le procedure per le infrastrutture rinnovabili, preparando al contempo il terreno per un ritorno al nucleare.
Albert Rösti sostiene un controprogetto all’iniziativa “Stop al blackout”, che mira a riaprire la strada alla costruzione di nuove centrali nucleari. Questa posizione segna una svolta rispetto alla Strategia energetica 2050, adottata dopo Fukushima, che prevede l’abbandono progressivo del nucleare.
Il consigliere federale non è il solo a essere preoccupato. In un’intervista al quotidiano La Liberté, Alain Sapin, direttore di Groupe E (azienda di produzione energetica della Svizzera romanda), ritiene che il crescente ricorso alle energie rinnovabili, unito all’abbandono del nucleare, “porti a un aumento dei rischi”.
Il servizio proviene da www.tvsvizzera.it
Più informazioni sul tema:
- L’intervista ad Alain Sapin a cura del quotidiano La Liberté
- La sintesi delle dichiarazioni di Alain Sapin su tvsvizzera.it
- Il riassunto delle prese di posizione di Albert Rösti in questo articolo di 20 minutes